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Sport 3 min di lettura3 ore fa

Juve, la rimonta non basta: il dubbio sui due attaccanti resta

Woltemade e Kolo Muani hanno cambiato la partita contro il Celta Vigo, ma la Juventus continua a mostrare fragilità e poca sicurezza.

La Juventus ha trovato in Spagna una vittoria che sembrava sfuggire, ma il 2-1 sul Celta Vigo non cancella le difficoltà emerse durante la gara. I bianconeri hanno sofferto a lungo, lasciando agli avversari il controllo del gioco, prima di ribaltare il risultato nel finale.

Il dato più evidente riguarda però l’intesa tra Nick Woltemade e Kolo Muani. Quando i due attaccanti hanno giocato insieme, la squadra ha mostrato una presenza offensiva più concreta. Resta quindi difficile capire perché Luciano Spalletti continui a non schierarli dall’inizio, almeno nelle partite in cui servirebbe maggiore peso in avanti.

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La coppia che cambia la Juventus

Woltemade è stato il riferimento più affidabile della Juventus, anche prima di realizzare il gol del pareggio. Il tedesco ha dato profondità, ha protetto diversi palloni e ha offerto una soluzione costante ai compagni, pur commettendo qualche errore nelle scelte finali. L’azione della rete è stata favorita anche da un intervento poco preciso di Marcos Alonso, ma la prestazione dell’attaccante è andata oltre l’episodio.

Kolo Muani, entrato nell’ultima parte dell’incontro, ha invece firmato il gol che ha trasformato una serata complicata in una vittoria. Insieme, i due hanno prodotto un rendimento superiore a quello mostrato quando vengono utilizzati separatamente. La loro collocazione tattica può essere discussa, perché non sono due centravanti identici, ma il campo ha già fornito a Spalletti un’indicazione difficile da ignorare.

La risposta potrebbe arrivare dall’Europa League, dove l’allenatore avrà un’altra occasione per valutare la coppia dal primo minuto. Un eventuale nuovo impiego congiunto potrebbe chiarire se si tratta soltanto di una soluzione d’emergenza o di un’idea da riproporre anche in campionato.


Dietro la rimonta restano molte crepe

Il successo non modifica il giudizio su una squadra ancora priva di continuità e sicurezza. Vicario non ha responsabilità sul gol subito ed è stato chiamato in causa raramente per il resto della gara. Kalulu, invece, è rimasto fuori posizione nell’azione del vantaggio spagnolo e non è riuscito a riscattarsi in una prestazione complessivamente opaca.

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Anche Gatti è apparso impreciso e poco lucido, mentre Kelly ha alternato confusione, nervosismo e interventi fallosi. L’ingresso di Bremer e Lucumí nella ripresa ha portato maggiore calma alla linea difensiva, che fino a quel momento aveva trasmesso poca sicurezza.

A centrocampo McKennie, spostato sulla fascia destra e con la fascia da capitano al braccio, non ha lasciato il segno. Sarr ha svolto il compito con ordine, ma senza aggiungere iniziative significative. Koopmeiners ha vissuto un’altra serata difficile nella zona centrale, anche se dal suo piede è partito il traversone dell’1-1 di Woltemade: a questo punto, la possibilità di provarlo in difesa appare come l’ultimo tentativo per trovargli una collocazione utile.


La crisi di fiducia non è risolta

Cambiaso ha mostrato impegno, ma non la brillantezza necessaria per incidere. Conceição ha invece lasciato il segno soprattutto per la reazione al momento della sostituzione: contrariato, ha discusso con un componente del gruppo tecnico e ha raggiunto gli spogliatoi senza fermarsi in panchina. L’episodio ha finito per attirare più attenzione della sua prestazione, che non era stata particolarmente incisiva.

Alajbegovic ha corso e lavorato, ma senza riuscire a trasformare l’impegno in occasioni o giocate decisive. Nel complesso, la Juventus ha confermato di avere ancora un problema di autostima: per lunghi tratti è sembrata la stessa squadra già vista nelle precedenti gestioni, senza progressi evidenti rispetto ai periodi con Tudor e Thiago Motta.

La rete decisiva di Kolo Muani ha comunque cambiato il tono della serata. La rimonta regala sollievo e alimenta qualche speranza, ma non risponde alla domanda principale: dopo un anno di Spalletti, la Juventus ha davvero trovato una direzione precisa? Per ora, l’intesa tra Woltemade e Kolo Muani sembra una delle poche certezze a disposizione dell’allenatore.

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