Italia spaccata in due: Sud in coda, Bolzano al 80%
I nuovi dati Eurostat sul 2025 mostrano un quadro molto netto: Calabria, Campania e Sicilia restano tra le aree europee con meno occupati, mentre l’Italia guida la classifica delle disparità territoriali.
Nel 2025 l’Italia si è ritrovata in testa a una graduatoria poco lusinghiera: quella della distanza più ampia tra le sue regioni sul fronte dell’occupazione. A confermarlo sono i numeri Eurostat, che fotografano un Paese diviso lungo l’asse Nord-Sud e con diversi territori sotto la media dell’Unione europea.
Il divario italiano emerge con forza
Il dato più alto arriva dalla Provincia Autonoma di Bolzano, che tocca l’80% di occupati. All’estremo opposto c’è la Calabria, ferma al 50,3%. Tra questi due valori si allarga una frattura che, secondo Eurostat, fa dell’Italia lo Stato europeo con la maggiore disuguaglianza regionale nei tassi di occupazione, misurata da un coefficiente di variazione del 15,1%.
Non è solo il Mezzogiorno a finire in difficoltà. Anche il Lazio rientra tra le regioni sotto la media Ue, con un tasso del 69,3%. Nel complesso, 11 regioni italiane risultano al di sotto della soglia del 74%, e quasi tutte si concentrano tra centro e sud del Paese.
Calabria, Campania e Sicilia restano in fondo
Le tre regioni italiane messe peggio sono Calabria, Campania e Sicilia, che rientrano nel gruppo europeo dei territori con i livelli di occupazione più bassi. I rispettivi valori sono 50,3%, 50,8% e 51,4%, numeri che le collocano accanto alle aree ultraperiferiche francesi di Mayotte e Guyane.
Eurostat spiega che i livelli più contenuti si osservano spesso in zone rurali, scarsamente popolate o lontane dai principali poli economici. Il fenomeno è particolarmente visibile nel sud della Spagna e dell’Italia, in gran parte della Grecia, in alcune regioni della Romania e nelle regioni ultraperiferiche della Francia.
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Lavoro scarso anche in altre capitali
Il quadro non riguarda soltanto le aree periferiche. Tra le regioni capitali che restano sotto la media Ue figurano Région de Bruxelles-Capitale / Bruxelles Hoofdstedelijk Gewest, con il 63,9%, Vienna con il 71,3% e Attiki con il 73,1%. Fuori dal gruppo delle capitali, anche il Lussemburgo si ferma al 73,9%.
Sul fronte opposto, le difficoltà più marcate si concentrano in territori dove le opportunità sono più limitate, soprattutto per chi ha competenze intermedie o elevate. In questo quadro, Eurostat segnala anche la presenza di molte regioni francesi, spagnole, greche e rumene tra quelle con occupazione più debole.
Disoccupazione alta nel Sud e tra i più
Accanto ai dati sull’occupazione, il rapporto richiama anche la disoccupazione. Campania e Sicilia figurano tra le regioni europee con i livelli più alti di senza lavoro, mentre il Molise compare tra i territori con la quota più elevata di disoccupati di lunga durata.
La lettura complessiva è quella di un’Europa ancora molto disomogenea, ma con l’Italia che spicca soprattutto per il contrasto interno. Da una parte Bolzano, dall’altra la Calabria: in mezzo, un divario che nel 2025 resta il più ampio del continente.
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