5.000Lettori online ora
Sport 3 min di lettura3 giorni fa

Italia, il ko col Belgio svela il vero problema: serve una rifondazione

La sconfitta mette a nudo il divario tecnico degli azzurri e apre un interrogativo sulla ricostruzione affidata a Mancini.

Il 2-0 subito dal Belgio non racconta soltanto una serata negativa: evidenzia quanto sia profondo il lavoro che attende Roberto Mancini. Gli azzurri sono rimasti a lungo senza risposte davanti a una squadra più rapida, tecnica e organizzata, confermando le fragilità di una Nazionale ancora lontana da un livello competitivo internazionale.


Il vero limite resta la qualità

La differenza si è vista soprattutto nel modo di interpretare il gioco. Il Belgio ha attaccato gli spazi, alternato inserimenti e scambi stretti, giocando quasi sempre a uno o due tocchi. L’Italia, invece, ha rallentato la manovra, cercando il pallone sui piedi e affidandosi a un possesso statico, facile da leggere per gli avversari.

Non è un problema nato con una sola partita. La modesta qualità tecnica media degli azzurri è considerata una delle ragioni per cui l’Italia ha mancato tre Mondiali consecutivi. Molti calciatori mostrano insicurezza nel controllo, nel passaggio e nell’uno contro uno; da qui derivano giocate prudenti, ritmo basso e una dipendenza eccessiva dagli schemi.

Secondo questa lettura, il settore giovanile ha privilegiato troppo presto tattica e organizzazione. Diagonali, raddoppi e movimenti difensivi servono poco se un ragazzo non possiede solide basi nel trattamento della palla, nel tiro e nel dribbling. La tradizione dei grandi specialisti italiani dell’uno contro uno, da Rivera e Bulgarelli fino a Mazzola, Causio, Bruno Conti e Claudio Sala, sembra ormai lontana.


Il Belgio ha mostrato il divario

La superiorità belga è emersa anche nei dettagli. Per lunghi tratti gli ospiti hanno imposto ritmo, profondità e mobilità, mentre persino i loro difensori sono parsi più sicuri nel controllo del pallone rispetto agli azzurri. Una squadra che non appartiene storicamente alle scuole più celebrate ha così dominato sul piano tecnico e nella lettura delle situazioni.

Il primo gol è arrivato con Godts, 21 anni, alla terza presenza in Nazionale e riserva di Kvaratskhelia al Psg, che lo ha acquistato dall’Ajax per 45 milioni. L’esterno ha creato difficoltà a Coppola e agli altri difensori italiani, confermando un talento che oggi manca alla selezione azzurra.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Anche Moreira e Tielemans hanno garantito vivacità e duttilità, mentre Kevin De Bruyne, a 35 anni, ha offerto una prestazione di rilievo. Il centrocampista, reduce da un periodo meno brillante al Napoli, ha messo in difficoltà l’esordiente Romano. Nel finale Lukebakio ha completato l’opera: entrato al posto di Moreira, ha superato diversi avversari con una sequenza di dribbling e ha concluso con grande precisione per il raddoppio.


Mancini deve ripartire dalle fondamenta

Per tornare a competere in Europa e nel mondo, all’Italia servirebbero quattro o cinque fuoriclasse. Al momento, il riferimento indicato è Gianluigi Donnarumma. Anche la difesa, un tempo punto di forza della Nazionale, non offre eredi considerati dello stesso livello di Vierchowod, Nesta, Maldini, Bonucci e Chiellini.

La Nations League offre comunque un obiettivo concreto: le prime tre squadre dei gironi della Lega A entreranno nelle qualificazioni all’Europeo 2028 da teste di serie. Saranno però soprattutto i percorsi di qualificazione a Europei e Mondiali a misurare la consistenza della ricostruzione.

L’eventuale rilancio, secondo l’impostazione delineata, dovrebbe coinvolgere l’intero sistema. Al tandem Mancini-Ranieri viene attribuito il compito di intervenire su mentalità, valori e disciplina, ma il cambiamento dovrebbe partire dai vivai: più sostegno federale ai settori giovanili, istruttori selezionati con maggiore rigore, strutture adeguate e una rete capillare di centri federali.

L’esempio richiamato è quello della Germania, che dopo la pesante delusione del Mondiale disputato in casa avviò un programma esteso di formazione distribuito sul territorio. L’obiettivo sarebbe esaminare l’intera base giovanile italiana e individuare i prospetti migliori. La difficoltà principale, più che tecnica, resta la volontà di trasformare davvero queste intenzioni in un progetto stabile.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere