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Italia, il futuro passa dagli Esposito: la prova che accende Mancini

La vittoria per 4-1 sulla Turchia ha rilanciato il morale e mostrato i primi segnali del nuovo percorso azzurro, fondato su giovani e identità di gioco.

L’obiettivo non si esaurisce nella reazione dopo una serata difficile: l’Italia deve prepararsi a rialzare la testa all’Europeo del 2028 e, soprattutto, a tornare al Mondiale del 2030, evitando così la quarta assenza consecutiva. La sfida è ambiziosa, ma le ultime indicazioni offrono a Roberto Mancini materiale e fiducia per avviare la ricostruzione.


Un progetto con lo sguardo avanti

La nuova struttura del Club Italia, con Claudio Ranieri nel ruolo di direttore tecnico, mette a disposizione del commissario tecnico un contesto rinnovato. Mancini sta cercando di formare un gruppo capace di reggere un calcio più intenso e verticale, senza limitarsi a riproporre il modello che aveva portato al successo a Euro 2020.

In questa direzione si colloca la scelta di dare spazio ai profili emergenti. Nelle convocazioni più recenti sono stati nove i giocatori fatti esordire, tra i quali Alessandro Romano e Michael Kayode: il primo ha ricevuto pubblici apprezzamenti per la qualità tecnica, mentre il secondo ha mostrato di poter incidere anche nella fase offensiva. Freschezza, motivazioni e senso di appartenenza sono gli ingredienti indicati per il nuovo ciclo.


Gli Esposito cambiano la serata

Il risultato di Bursa ha avuto un peso soprattutto sul morale. Dopo il pesante passo falso contro il Belgio, l’Italia ha ritrovato ritmo, combinazioni rapide e fiducia, fino a imporsi 4-1 sulla Turchia davanti a oltre 7,3 milioni di telespettatori su Rai1. Venerdì, contro la Francia, arriverà però un test più severo per capire quanto sia solida questa reazione.

La decisione di schierare insieme Sebastiano e Francesco Pio Esposito ha prodotto un dato storico: due fratelli non partivano titolari con la Nazionale dal 1915, quando toccò ad Aldo e Luigi Cevenini. Sebastiano, alla prima presenza con la selezione maggiore, ha aggiunto corsa e imprevedibilità; Pio ha invece lavorato da riferimento avanzato, offrendo anche l’assist per la rete di Kayode.

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Gol, emozioni e segnali concreti

Francesco Pio Esposito ha completato la sua prestazione con un gol. Con 6 centri in 11 presenze, il dato riportato lo colloca davanti a tutti nella storia azzurra per media realizzativa, persino oltre quella di Roberto Baggio. Al termine della gara, i due fratelli hanno dedicato la serata alla nonna, in un momento che ha contribuito ad attenuare l’amarezza della sconfitta precedente.

Anche Riccardo Calafiori è stato protagonista di un gesto destinato a restare nella memoria della trasferta: ha consegnato la propria maglia a un giovane tifoso turco rimasto sotto la pioggia ad aspettare i calciatori. La reazione del bambino, ripresa in un filmato diventato molto condiviso, ha aggiunto un’immagine di entusiasmo a una notte già speciale.


La strada resta ancora lunga

Il successo sull’avversaria turca non cancella le difficoltà emerse contro il Belgio e non offre garanzie definitive. La squadra deve ancora trovare continuità, ma la prestazione di Bursa ha mostrato i primi effetti del percorso scelto da Mancini, orientato a un’identità più adatta alla velocità e al confronto fisico del calcio attuale.

Il riferimento tattico resta il 4-3-3, mentre la linea guida è il coraggio di affidarsi a giocatori giovani. Le prossime partite diranno se le nuove pedine riusciranno a diventare un blocco stabile, ma il risultato di Bursa ha almeno restituito all’Italia una direzione e la possibilità di guardare con maggiore fiducia alle scadenze del 2028 e del 2030.

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