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Sport 2 min di lettura3 giorni fa

Irlanda-Israele, il sì arriva dallo spogliatoio: Bazunu si chiama fuori

La squadra ha votato per disputare la sfida di Nations League a Debrecen, mentre il portiere ha ottenuto di non essere convocato dopo le tensioni sul possibile boicottaggio.

Il caso è esploso dentro la Nazionale irlandese: dopo giorni di pressioni e confronti, la maggioranza dei giocatori ha scelto di affrontare Israele. Gavin Bazunu, invece, ha chiesto di non partecipare e la sua richiesta è stata accolta. La partita resta quindi in calendario domani alle 19.45 a Debrecen, in Ungheria.


Il voto decide la partita

La decisione è maturata al termine di una riunione voluta dagli stessi calciatori, che hanno discusso a lungo sull’opportunità di scendere in campo. La federazione irlandese ha poi comunicato che il confronto interno si è chiuso con una maggioranza favorevole alla disputa dell’incontro.

David Courell, amministratore delegato della Fai, ha confermato l’uscita dai convocati di un giocatore. Secondo fonti della Bbc si tratterebbe di Bazunu, portiere che avrebbe anche promosso il confronto tra i compagni. L’allenatore Heimir Hallgrimsson ha spiegato che la squadra continua ad allenarsi, pur ammettendo che il tema non sia stato completamente archiviato.


Le tensioni arrivano da lontano

La possibilità di boicottare le due gare contro Israele, valida sia per l’andata sia per il ritorno, era stata invocata da una parte dell’opinione pubblica irlandese e da diverse realtà del Paese. La questione palestinese è infatti molto presente nel dibattito nazionale e ha coinvolto anche le istituzioni sportive.

Nei mesi scorsi Jason Knight, dopo la sfida contro il Kosovo, aveva sostenuto che il confronto con Israele non avrebbe dovuto essere disputato. Anche Hallgrimsson era finito al centro delle critiche della Federcalcio israeliana per avere affermato: «Non giochiamo “con” il genocidio, giochiamo “contro” il genocidio». Il capitano Dara O’Shea aveva invece sottolineato che la scelta di disputare gli incontri non spettava ai calciatori.

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La Fai sceglie la linea diplomatica

Lo scorso novembre la Fai aveva approvato una mozione che chiedeva, qualora fosse stata accolta dalla Uefa, l’esclusione di Israele dalle competizioni per club e dai tornei internazionali. Dopo il sorteggio della Nations League, che ha inserito le due selezioni nello stesso girone, la federazione ha tuttavia optato per la partecipazione alle partite.

Parallelamente, Irish Sport for Palestine ha portato avanti la campagna “Stop the Game”, rivolta al boicottaggio di diversi appuntamenti internazionali, compreso quello con il Qatar. Una manifestazione è stata organizzata anche davanti all’hotel della squadra prima della partenza per il Kosovo.


Hallgrimsson prende tempo

La conferenza stampa del commissario tecnico, inizialmente prevista al mattino e poi rinviata al pomeriggio, non ha chiuso ogni dubbio. Hallgrimsson ha detto che ci saranno altri colloqui in serata e forse anche nella giornata della gara, pur ribadendo che il gruppo si sta preparando per giocare.

Il prossimo passaggio sarà dunque il fischio d’inizio a Debrecen. Resta da capire se la protesta si limiterà all’assenza di Bazunu o se emergeranno altri gesti durante Irlanda-Israele.

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