Irlanda-Israele, il gesto in campo riaccende il caso Gaza
Dopo il 3-0 ottenuto in Ungheria, Hallgrimsson difende la scelta dei calciatori e annuncia una nuova sfida in Serbia il 4 ottobre
Le fasce nere indossate dall’Irlanda hanno trasformato la partita di Nations League contro Israele in un momento di forte significato politico. La squadra ha scelto di scendere in campo, ma ha accompagnato la decisione con gesti di solidarietà verso Gaza e con un protocollo ridotto prima del fischio d’inizio.
Il messaggio arrivato da Debrecen
A Debrecen, in Ungheria, i calciatori irlandesi hanno portato una fascia nera al braccio durante il match. Prima della gara, inoltre, i capitani non hanno stretto la mano agli avversari e non hanno effettuato lo scambio delle bandiere previsto abitualmente.
La scelta è arrivata dopo giorni di confronto interno sulla possibilità di rinunciare all’incontro, come forma di protesta per il conflitto tra Israele e Hamas. Alla fine, il gruppo ha votato in larga maggioranza per disputare la sfida, accompagnando però la partecipazione con quei segnali pubblici di dissenso.
Hallgrimsson: «È stato difficile»
Il commissario tecnico Heimir Hallgrimsson ha spiegato che la decisione non è stata semplice per diversi componenti della rosa. «È stato difficile per molti giocatori», ha detto il tecnico islandese dell’Irlanda ai microfoni dell’emittente pubblica RTE dopo il successo.
Secondo Hallgrimsson, i suoi calciatori hanno sostenuto le manifestazioni contro la guerra e hanno contribuito a mantenere alta l’attenzione internazionale sulla situazione a Gaza. «Spero che la gente lo capisca», ha aggiunto l’allenatore, sottolineando il peso personale della scelta compiuta dalla squadra.
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Bazunu fuori, nuova sfida in Serbia
Nel gruppo irlandese c’è stato anche chi ha deciso di non partecipare a entrambe le partite contro Israele. Il portiere Gavin Bazunu ha infatti scelto di boicottare i due appuntamenti previsti in Nations League.
Sul campo, intanto, l’Irlanda ha ottenuto un netto 3-0 nella gara disputata in Ungheria. Il confronto successivo è fissato per il 4 ottobre: Israele sarà ancora l’avversaria, ma la partita non verrà giocata in Irlanda.
La Federazione calcistica irlandese ha ritenuto troppo sensibile organizzare l’incontro sul territorio nazionale. Per questo la gara si terrà a Backa Topola, in Serbia, ancora una volta in campo neutro.
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