Inter, il vuoto al centro: il rimpianto Romero pesa già
Quattordici gol incassati in otto gare riaprono il tema della difesa: senza Acerbi e De Vrij manca un vero specialista della marcatura.
Il 4-3 incassato in casa contro il Bruges ha riportato in primo piano una domanda precisa: quanto pesa l’assenza di un difensore abituato a occuparsi direttamente della punta avversaria? L’Inter continua a segnare, ma nelle prime otto partite ufficiali ha già concesso 14 gol, una media superiore a due reti per gara.
Il problema non riguarda soltanto la linea arretrata. Gli errori di Josep Martinez e un centrocampo non sempre efficace in fase di filtro contribuiscono alle difficoltà, ma la rosa non offre più un marcatore puro come Francesco Acerbi o Stefan De Vrij. Il mancato arrivo di Cristian Romero, poi trasferitosi all’Atletico Madrid, ha lasciato aperto proprio quel vuoto.
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La difesa cerca ancora un riferimento
Dopo la sconfitta con il Bruges, Beppe Bergomi ha sintetizzato così la situazione: «L’Inter ha perso due marcatori puri come Acerbi e De Vrij, che non sono stati sostituiti». Il rilievo riguarda una caratteristica specifica, non l’assenza di qualità complessiva tra i difensori a disposizione di Cristian Chivu.
Anche quando partivano dalla panchina, Acerbi e De Vrij permettevano all’allenatore di modificare l’assetto durante la partita. Lo svizzero poteva essere spostato come braccetto destro, lasciando al centro un giocatore incaricato soprattutto di limitare l’attaccante avversario: De Vrij ha svolto quel compito in 11 occasioni, Acerbi in 26, considerando titolarità e ingressi a gara in corso.
Romero era la soluzione individuata
Per colmare le partenze sono arrivati Stones, preso a parametro zero dal Manchester City ma attualmente indisponibile, e Benjamin Pavard, rientrato dal prestito al Marsiglia. Nessuno dei due, però, possiede il profilo del marcatore specializzato: entrambi sanno difendere l’uomo, ma non rappresentano una soluzione equivalente a quella garantita soprattutto da Acerbi.
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L’Inter aveva valutato da tempo Romero. Il Tottenham chiedeva 40 milioni di euro e l’operazione sarebbe diventata sostenibile soltanto con la cessione di Pavard, che non si è concretizzata. L’argentino avrebbe quindi coperto il ruolo rimasto scoperto, offrendo a Chivu un’opzione diversa rispetto ai difensori oggi disponibili.
Ora Chivu deve cambiare qualcosa
Una difesa priva di marcatori puri può comunque funzionare, ma richiede meccanismi differenti e una protezione più efficace da parte degli altri reparti. Le 14 reti subite, distribuite tra 6 gare di campionato e 2 di Champions League, mostrano però che l’Inter deve trovare rapidamente un equilibrio.
Lo stesso Chivu, dopo il ko contro il Bruges, ha riconosciuto la necessità di apportare modifiche rispetto a quanto fatto finora. La risposta non dipenderà soltanto dai difensori: serviranno maggiore filtro in mezzo al campo, meno errori individuali e una gestione diversa delle situazioni in cui l’avversario cerca direttamente la propria punta.
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