Champions, il verdetto di Benitez: difese fragili e calcio da ripensare
L’ex allenatore di Inter e Napoli analizza le difficoltà delle italiane in Europa e indica nella fase difensiva il principale punto debole.
Il dato più preoccupante, secondo Rafa Benitez, non riguarda soltanto i risultati raccolti dalle italiane in Champions League, ma il modo in cui molte partite sono state gestite in difesa. Inter, Napoli, Roma e Como hanno ottenuto complessivamente sei sconfitte, un pareggio e una vittoria nelle prime due giornate del torneo: un bilancio che riapre il dibattito sul livello del calcio italiano.
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L’Inter deve ritrovare equilibrio
L’ex tecnico di Inter e Napoli considera inatteso il passo falso nerazzurro, soprattutto per quanto accaduto contro il Bruges. A suo giudizio, quella gara potrebbe essere stata una serata negativa isolata, ma il rendimento della retroguardia nelle prime settimane della stagione rappresenta comunque un problema concreto.
Benitez ha sottolineato che l’Inter ha concesso troppo agli avversari e che lo zero in classifica non può essere liquidato soltanto come una casualità. La squadra, pur disponendo di esperienza e qualità, deve trovare maggiore solidità per evitare che gli episodi finiscano per condizionare le partite.
Roma, una sconfitta con segnali positivi
Diversa la lettura della partita persa dalla Roma contro il Real Madrid. Il risultato è maturato nel finale e, per l’allenatore spagnolo, la formazione giallorossa ha mostrato una prestazione superiore a quella degli avversari per larghi tratti. Il Real, inoltre, non è riuscito a sviluppare il gioco sulle fasce.
A decidere l’incontro sono state soprattutto alcune situazioni da calcio piazzato e un errore nella gestione dell’uno contro uno. Benitez ha spiegato che la Roma può comunque conservare gli aspetti migliori della serata, trasformando quelle disattenzioni in indicazioni utili per il futuro.
Napoli e la crisi del modello difensivo
Nel commentare il Napoli, Benitez ha ricordato l’occasione della traversa colpita da Hojlund, che avrebbe potuto portare gli azzurri sullo 0-2. La squadra si è invece ritrovata incredibilmente sotto, un episodio che l’ex allenatore collega alla più ampia perdita di una tradizione difensiva che per anni aveva caratterizzato il calcio italiano.
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Il problema, ha osservato, non nasce dalla mancanza di interpreti di alto livello. Donnarumma viene indicato come uno dei migliori portieri al mondo, mentre Calafiori, Bastoni e Dimarco rappresentano esempi di giocatori italiani capaci di imporsi a grandi livelli e di incidere anche nella costruzione offensiva.
Giovani e nuove regole da valorizzare
Per Benitez il sistema calcistico italiano attraversa una fase delicata, come dimostrano anche le tre qualificazioni mancate ai Mondiali. La situazione dei club va distinta da quella della Nazionale: da una parte pesano investimenti e scelte tecniche, dall’altra contano il lavoro sui giovani e la formazione dei nuovi talenti.
L’allenatore non ritiene che manchino calciatori di qualità, anche se oggi non si vedono figure paragonabili a Baggio, Totti, Del Piero o Vieri. La Serie A può diventare un limite per chi cerca di affermarsi all’estero, ma l’analisi deve tenere conto delle profonde differenze, tecniche e anagrafiche, tra Inter, Napoli, Roma e Como.
Secondo Benitez, si tratta forse di un cortocircuito temporaneo: le prossime partite europee, in programma tra martedì e mercoledì, offriranno risposte rapide. La sua indicazione è puntare sui giovani e su un calcio più equilibrato, anche perché il regolamento che dal 2019 consente di ripartire dall’interno dell’area ha favorito pressing alto e marcature individuali.
In questo contesto, il singolo errore può diventare decisivo. È quanto accaduto, a suo avviso, sul gol di Mbappé: senza una copertura adeguata, il superamento della prima pressione apre immediatamente la strada al contropiede.
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