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Sport 2 min di lettura3 ore fa

Inter, il bivio di Chivu: rivoluzione alla Klopp o troppi rischi

Emiliano Viviano ha analizzato il 4-3 contro il Bruges e le differenze tra l’attuale progetto nerazzurro e l’Inter costruita da Simone Inzaghi.

Il ko per 4-3 contro il Bruges ha aperto una nuova discussione sull’Inter di Cristian Chivu. A San Siro i nerazzurri hanno incassato la seconda sconfitta europea consecutiva e il settimo passo falso nelle ultime otto gare disputate. Un rendimento che ha spinto Emiliano Viviano a confrontare l’attuale squadra con quella guidata da Simone Inzaghi, durante l’intervento a Cronache di Spogliatoio nel format Elastici.

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Il confronto con l’era Inzaghi

Secondo l’ex portiere, una squadra organizzata come quella belga avrebbe potuto esaltare le caratteristiche dell’Inter di Inzaghi. Viviano ha spiegato che quella formazione avrebbe abbassato maggiormente i ritmi, allargato il campo durante il possesso e attirato gli avversari per poi attaccare gli spazi con Dumfries, Dimarco e gli attaccanti incontro al pallone.

«Contro una squadra che gioca come il Bruges, era come dare una caramella a un bambino», ha detto Viviano parlando dell’ipotetica versione inzaghiana. Nel suo ragionamento, Barella avrebbe agito più vicino ai difensori, Bastoni avrebbe occupato una posizione avanzata e Dumfries sarebbe entrato sulla linea offensiva. Un assetto pensato per palleggiare di più e raffreddare la partita.


Chivu cerca un’identità più ambiziosa

L’Inter attuale, invece, sembra puntare su un calcio più verticale e aperto, nel quale le azioni si sviluppano rapidamente da una parte all’altra del campo. Contro il Bruges, osserva Viviano, la squadra di Chivu ha creato più occasioni rispetto agli avversari, ma non è riuscita a trasformare questa produzione in un risultato positivo.

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L’ex estremo difensore ritiene che l’allenatore rumeno voglia avvicinarsi ai modelli proposti da Jürgen Klopp a Liverpool e da Hansi Flick al Barcellona. «Chivu voglia diventare il Liverpool di Klopp, voglia diventare il Barcellona di Flick», ha affermato, sottolineando però che una scelta simile comporta anche la possibilità di concedere molto agli avversari.


Il prezzo di giocare sempre all’attacco

Viviano ha distinto il margine di errore disponibile in campionato da quello che esiste in Champions League. In Serie A, secondo la sua lettura, l’Inter può talvolta subire una rete e compensare segnandone diverse; contro il Bruges, invece, il continuo ribaltamento del fronte non ha prodotto lo stesso effetto.

La sintesi dell’analisi è tutta nella distanza tra occasioni create e gol segnati. I nerazzurri hanno prodotto più gioco, ma la formazione belga ha trovato la via della rete con maggiore efficacia, lasciando Chivu alle prese con il principale interrogativo del suo progetto: quanto equilibrio riuscirà a mantenere mentre prova a trasformare l’Inter in una squadra più aggressiva e spettacolare.

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