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Sport 3 min di lettura13 ott

Inter, il 2-3 che fa rumore: Tresoldi firma una tripletta

Il giovane attaccante del Club Brugge domina a San Siro, mentre i nerazzurri pagano gli errori difensivi e una prestazione lontana dai migliori standard europei.

La serata più luminosa è quella di Tresoldi, autore di tre reti e capace di trasformare San Siro nel palcoscenico della sua consacrazione. Il successo per 3-2 del Club Brugge mette invece in evidenza le fragilità dell’Inter, con Martinez ancora coinvolto in un errore pesante e una retroguardia spesso incapace di contenere la velocità degli avversari.

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Tresoldi domina, Lautaro reagisce

Tresoldi si prende il voto più alto, 8, dopo una prestazione da protagonista assoluto. Prima colpisce la traversa, poi sblocca la partita dal dischetto; successivamente sfrutta l’uscita sbagliata di Martinez per firmare il raddoppio e completa la tripletta nel finale. Il fatto che sia tifoso del Milan rende ancora più particolare la sua esultanza sotto la Curva Nord e aggiunge un significato speciale alla notte di San Siro, anche in ottica Nazionale di Mancini.

Lautaro Martinez prova a tenere in piedi l’Inter con la qualità dei grandi attaccanti. Dopo una rete annullata, trova il pareggio con una conclusione rapidissima, nata da un controllo da vero centravanti, poi spreca la possibilità del 2-1 davanti a Sommer. Più tardi riaccende le speranze nerazzurre con il gol del 2-3, ma non basta. Thuram combatte sul piano fisico e cerca la conclusione appena trova spazio, mentre Sommer torna da ex nello stadio che lo aveva prima contestato e poi celebrato: la sua parata su Lautaro è decisiva.


Martinez, l’errore pesa ancora

Il portiere dell’Inter riceve 4,5. Sul penalty non ha responsabilità, ma la sua uscita lontano dalla porta, in una situazione che non lo imponeva, spalanca la strada al secondo gol di Tresoldi. Poco dopo respinge il pallone proprio sui piedi dell’attaccante del Brugge, che completa così la propria serata da sogno. Dopo gli episodi di Madrid e Udine, la continuità di queste indecisioni diventa un tema concreto per la squadra.

Anche la difesa non riesce a proteggere il proprio estremo difensore. Bisseck prende 5: quando deve arretrare soffre gli scatti degli esterni belgi e alterna buone iniziative in costruzione a momenti di disattenzione. Akanji si ferma a 4,5, fatica a seguire Tresoldi, rimedia un’ammonizione e appare lento nelle letture e nelle ripartenze. Bastoni, con 5,5, è il più affidabile del reparto, anche se nel finale accusa la stanchezza e va in difficoltà contro Potts e Forbs.

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Fasce in affanno, centrocampo opaco

Diouf merita 5: quando attacca può creare apprensione, ma il rientro difensivo resta il suo punto debole. Forbs lo mette spesso in difficoltà e si conferma uno dei migliori del Brugge: conquista il rigore, serve a Tresoldi l’assist per il secondo gol e partecipa anche all’azione della terza rete. Potts sfiora inoltre il gol personale dopo una discesa centrale e contribuisce a creare superiorità numerica.

Barella resta coinvolto in entrambe le fasi, ma senza trovare una collocazione netta tra recupero e costruzione. Çalhanoğlu vive una gara imprecisa nella distribuzione e non protegge abbastanza la difesa, tanto da commettere il fallo che porta al rigore su Forbs; la sua conclusione dalla distanza che si stampa sulla traversa è però uno dei pochi lampi. Sucic prova a dare maggiore ordine dopo l’ingresso, mentre Zielinski cerca di cucire il gioco e sfiora anche la rete.

Dimarco non è ancora il giocatore capace di spaccare le partite nella scorsa stagione: qualche errore di misura e di attenzione ne limita l’impatto, anche se il suo sinistro resta pericoloso. Virgili colpisce il palo e manca l’occasione che avrebbe potuto chiudere definitivamente il confronto. Chivu, infine, non riesce a dare all’Inter la stessa solidità europea mostrata nelle due annate con Inzaghi.

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