Inter, Chivu alza la voce: Calhanoglu intoccabile e Bastoni da proteggere
Alla vigilia della sfida con il Bruges, l’allenatore nerazzurro difende i suoi uomini e indica nel lavoro la strada per inseguire il sogno europeo.
La sconfitta contro il Real Madrid non ha ridimensionato le ambizioni dell’Inter, ma rende ancora più importante il prossimo impegno europeo. Cristian Chivu, presentando la partita con il Bruges, ha chiesto alla squadra di affrontare il percorso una gara alla volta, senza sottovalutare un avversario organizzato e propositivo.
Calhanoglu resta una certezza
Il centrocampista turco è stato al centro delle domande della vigilia. Chivu ha chiarito che Calhanoglu sta bene, spiegando che il ghiaccio applicato dopo una partita era legato soltanto a una lieve botta e non a un problema fisico rilevante. L’allenatore ha comunque anticipato alcuni cambi, considerando il calendario ravvicinato e la necessità di tutelare l’integrità dei giocatori.
Sul valore del regista, il tecnico non ha lasciato spazio a interpretazioni: «Nessuno deve mettere in discussione il suo valore». L’Inter, ha aggiunto, avrà bisogno di tutta la rosa perché gli impegni si susseguono ogni tre giorni. Tra i giocatori in crescita c’è anche Spence, che sta recuperando condizione e fiducia dopo i problemi fisici che ne avevano limitato l’impiego nella prima parte della stagione.
Bastoni, un patrimonio da difendere
Chivu ha scelto di non riaprire il capitolo relativo alle recenti polemiche vissute da Alessandro Bastoni, anche in relazione alla Nazionale. Ha però ribadito che il difensore non deve dimostrare nulla: il suo rendimento e il suo valore sono già noti sia all’Inter sia all’Italia.
Il tecnico ha quindi invitato l’ambiente a prestare maggiore attenzione ai calciatori italiani, sottolineando l’importanza di proteggerli senza trasformare questo atteggiamento in un eccesso di tutela. Per Chivu, Bastoni rappresenta «un patrimonio importante dell’Inter e dell’Italia».
Il sogno passa dal lavoro
Alla domanda se la Champions League debba essere considerata un sogno oppure un’occasione, Chivu ha risposto distinguendo l’ambizione dal semplice desiderio. L’Inter deve puntare più in alto possibile, ma senza perdere di vista fatica, applicazione e percorso: nessun trofeo di questo livello può essere ottenuto soltanto attraverso il talento o le risorse economiche.
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Il tecnico ha ricordato che la competizione prevede sette partite e che l’obiettivo immediato resta il Bruges. La formazione belga, secondo la sua analisi, sa rendersi pericolosa sia quando costruisce il gioco sia quando deve difendersi. «In Champions League nessuna gara è semplice», ha spiegato, indicando in energia, determinazione e atteggiamento le condizioni necessarie per competere.
Identità e scelte contro il Bruges
L’Inter non preparerà la sfida seguendo un piano rigido. Chivu ha spiegato che la squadra possiede una propria identità, ma deve anche adattarsi alle caratteristiche dell’avversario. A Madrid, nei primi venti minuti, i nerazzurri avevano imposto il ritmo senza concedere occasioni significative; il gol subito aveva poi modificato l’andamento dell’incontro.
L’allenatore ha difeso un approccio propositivo, rifiutando l’idea di affidarsi soltanto agli episodi. Anche in caso di difficoltà, ha detto, l’Inter dovrà mantenere il controllo delle proprie scelte e non dipendere esclusivamente da ciò che fanno gli altri. Per questo non ama dividere la rosa tra titolari e riserve: la formazione va scelta in base alle energie, all’avversario e alle condizioni mentali dei singoli.
Una rosa con margini di crescita
La concorrenza interna, secondo Chivu, sta alzando il livello degli allenamenti e alimentando le ambizioni della società. L’Inter ha costruito un gruppo competitivo, capace di assumersi responsabilità e di giocare con personalità, pur mantenendo margini per migliorare alcuni aspetti.
Il tecnico ha infine ricordato il contributo di Sommer, non soltanto per i trofei conquistati nella scorsa stagione, ma per la professionalità e il rapporto costruito in tre anni con club, tifosi e società. Un riconoscimento che si inserisce nella volontà di valorizzare ogni componente del gruppo in vista della sfida europea.
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