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Sport 1 min di lettura13 ott

Infantino, il nodo dello stipendio: la Fifa respinge le accuse

La Federazione internazionale nega l’esistenza di compensi aggiuntivi e assicura che i propri bilanci sono verificati da revisori indipendenti

La Fifa nega che Gianni Infantino percepisca un compenso aggiuntivo non dichiarato. La replica arriva dopo un’inchiesta del Times, che aveva sollevato dubbi sulla trasparenza delle somme riconosciute al presidente della Federazione internazionale.

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La Fifa difende i propri bilanci

L’organizzazione sostiene di avere rispettato ogni obbligo previsto per la rendicontazione degli emolumenti e respinge l’ipotesi di irregolarità finanziarie. «La Fifa respinge con forza qualsiasi accusa secondo cui avrebbe omesso di divulgare informazioni finanziarie e avrebbe violato lo Statuto della Federazione», si legge nella nota diffusa in risposta all’inchiesta.

Secondo la Federazione, i conti vengono esaminati da revisori indipendenti. La stessa precisazione riguarda anche le dichiarazioni fiscali, che — afferma la Fifa — risultano conformi alle norme vigenti in Svizzera, negli Stati Uniti e negli altri Paesi interessati.


Come viene stabilita la retribuzione

La Fifa chiarisce inoltre che il trattamento economico annuale di Infantino e gli altri benefit previsti dal contratto non vengono decisi direttamente dalla presidenza. A occuparsene è una sottocommissione indipendente incaricata delle retribuzioni.

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«La Fifa non versa un secondo stipendio al presidente della Fifa e rispetta tutti gli obblighi di rendicontazione relativi alla retribuzione», afferma ancora l’organizzazione, che definisce quindi infondata l’ipotesi di un pagamento supplementare occultato nei documenti ufficiali.


L’attenzione ora passa al Consiglio

Nel comunicato, la Federazione segnala infine che il prossimo appuntamento centrale sarà la riunione del Consiglio prevista giovedì. L’organizzazione dichiara di voler discutere con i propri membri le prospettive di sviluppo del calcio dopo quella che definisce la più riuscita edizione dei Mondiali nella storia.

La Fifa presenta così la vicenda come una contestazione alla quale ha già risposto attraverso il richiamo ai controlli contabili, agli obblighi fiscali e al ruolo dell’organo indipendente che stabilisce il compenso del presidente.

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