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Sport 1 min di lettura1 ora fa

Il 4-4 del Frosinone accende il caso rigore: la replica di Alvini

Dopo il pareggio spettacolare con l’Atalanta, l’allenatore del Frosinone analizza l’episodio dagli undici metri e spiega il rapporto con la squadra

Il pareggio contro l’Atalanta mantiene il Frosinone tra le sorprese più positive del campionato. Con il 4-4 dello Stirpe, la squadra di Massimiliano Alvini è salita a 14 punti dopo 8 giornate: tre in più del Napoli e quattro sopra la formazione bergamasca.

Nel dopopartita, ai microfoni di Dazn, il tecnico ha affrontato soprattutto due temi: il rigore assegnato all’Atalanta e il modo in cui i suoi giocatori stanno interpretando il progetto di gioco.

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Alvini contesta il rigore

L’allenatore ha definito complessa la valutazione dell’episodio, spiegando che l’azione si è sviluppata rapidamente e che la distanza tra i giocatori poteva incidere sul giudizio. «Secondo me era troppo vicino per dare il rigore, ma l’abbiamo preso e va accettato», ha detto Alvini.

Pur mantenendo le proprie perplessità, il tecnico ha riconosciuto il verdetto del campo. A suo avviso, tuttavia, l’intervento avrebbe potuto essere interpretato in un’altra maniera: «Sicuramente poteva essere valutato in modo diverso».

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La squadra segue il progetto

Alvini ha poi rivendicato l’identità mostrata dal Frosinone anche in una partita ricca di errori e occasioni. La formazione ciociara, secondo il tecnico, prova a costruire le gare con l’obiettivo di vincere e di imporre le proprie idee, senza limitarsi a reagire alle iniziative degli avversari.

Il rapporto con il gruppo è considerato decisivo per rendere concreto questo piano. L’allenatore ha sottolineato che i tecnici dipendono dalla disponibilità dei calciatori e ha sintetizzato il concetto con una frase netta: «Senza relazioni con i giocatori sei morto, ti mandano a casa dopo due partite».

Nel caso del Frosinone, però, Alvini ritiene di avere trovato una risposta positiva. Fiducia, dialogo e lavoro sono alla base del legame costruito con la squadra, che continua a sostenere l’idea proposta dal proprio allenatore e a giocare per determinare l’andamento delle partite.

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