Halilovic, il talento perduto: a 30 anni è ancora senza squadra
Da primatista della Croazia a meteora del Milan: il percorso di Alen Halilovic si è fermato dopo l’ultima esperienza al Fortuna Sittard.
A 30 anni Alen Halilovic è nuovamente alla ricerca di un club. Il suo contratto con il Fortuna Sittard è terminato il 30 giugno 2026, dodici giorni dopo il suo compleanno, e l’estate da svincolato non ha portato una nuova destinazione. Le numerose aspettative costruite all’inizio della carriera sono ormai lontane.
Il talento che conquistò la Croazia
Halilovic era considerato uno dei prospetti più brillanti della sua generazione. Il 10 giugno 2013, a 16 anni, 11 mesi e 23 giorni, diventò il più giovane calciatore ad aver giocato con la Nazionale croata. Da quel momento arrivarono paragoni pesanti: prima il riferimento a Luka Modric, poi il soprannome di “Messi croato”.
La sua crescita nella Dinamo Zagabria sembrava confermare quelle attese. Dopo essere diventato il secondo più giovane esordiente della squadra croata in Champions League, il mancino attirò il Barcellona, che nel 2014 investì 5 milioni di euro per acquistarlo quando aveva appena 18 anni.
Barcellona e il difficile salto
L’esperienza in Catalogna, però, non seguì il percorso immaginato. Halilovic venne inserito soprattutto nella formazione riserve e trascorse anche una stagione in prestito allo Sporting Gijon. Con la prima squadra del Barcellona raccolse soltanto una presenza, entrando per meno di mezz’ora nel 4-0 contro l’Elche in Coppa del Re nell’annata 2014-2015.
Dopo l’addio al club catalano cercò spazio in Germania e in Spagna, rispettivamente con Amburgo e Las Palmas. Nessuna delle due parentesi riuscì a rilanciarlo davvero, così nel 2018 arrivò l’opportunità di trasferirsi al Milan a parametro zero, con un accordo triennale.
Al Milan il rapporto si spezzò
L’arrivo in rossonero era stato favorito anche da un contatto diretto con Rino Gattuso, allora allenatore del Milan. In campo, tuttavia, Halilovic non trovò continuità: non giocò mai in Serie A e collezionò tre presenze in Europa League, per un totale di 60 minuti, compresi i 55 disputati nei due incontri con il Dudelange e i 5 contro l’Olympiacos.
Secondo la ricostruzione di quegli anni, Gattuso cercava in mezzo al campo giocatori più solidi fisicamente e pronti a svolgere un lavoro costante senza palla. Il tecnico criticò anche la tendenza del croato a insistere con i dribbling e a trattenere troppo il possesso. Presentandosi allo Standard Liegi, Halilovic rispose così alle domande sul mancato impiego: “Dovete chiedere al signor Gattuso perché non ho giocato. Mi ha detto che ero ancora giovane e dovevo migliorare. Io non volevo aspettare”.
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Dopo il Milan arrivarono i prestiti allo Standard Liegi e all’Heerenveen, quindi la risoluzione consensuale nel 2020. Le esperienze successive con Birmingham, Reading e Rijeka non cambiarono il quadro di una carriera sempre più lontana dai grandi palcoscenici.
La fiammata olandese non è bastata
Nel 2023 il trasferimento al Fortuna Sittard sembrò offrirgli una nuova possibilità. In Olanda il centrocampista tornò a mostrare parte delle qualità tecniche che lo avevano reso celebre da adolescente e, nello stesso anno, fu inserito tra i migliori dribblatori del calcio europeo.
Il rendimento, però, calò nella terza stagione a causa di problemi fisici. Halilovic riuscì a scendere in campo soltanto 5 volte, per appena 30 minuti complessivi, pur servendo l’assist decisivo per il pareggio contro il Go Ahead Eagles. Alla scadenza dell’accordo il Fortuna Sittard ha scelto di non prolungare il rapporto.
Le voci di mercato restano senza seguito
Da svincolato, il croato è stato accostato a diverse squadre, ma nessuna trattativa si è trasformata in un trasferimento. Tra le ipotesi circolate figuravano Avellino, NAC Breda, Perth Glory, Internacional, Volos, Persepolis e Buriram United.
Per ora Halilovic è quindi ancora senza squadra. Il percorso partito nella Dinamo Zagabria e arrivato fino al Barcellona, passando per il Milan, si è trasformato nella storia di un talento rimasto incompiuto: le qualità non sono mai scomparse del tutto, ma non hanno trovato la continuità necessaria per mantenere le promesse dell’adolescenza.
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