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Sport 2 min di lettura1 ott

Gila terzino, la mossa di Amorim che cambia il Milan

Contro il Lecce il difensore ha agito largo sulla destra, dentro un sistema mobile che ha alternato tre moduli e dato maggiore libertà agli esterni rossoneri.

La novità più significativa emersa nel Milan di Ruben Amorim riguarda Mario Gila: contro il Lecce il difensore centrale è stato schierato molto largo sulla fascia destra, con compiti simili a quelli di un terzino. Una soluzione che conferma la ricerca di maggiore flessibilità da parte dell’allenatore, ma che dovrà essere verificata contro avversari più incisivi.


Gila cambia fascia senza cambiare natura

Gila non è nuovo a questo tipo di interpretazione, avendo già occupato in passato una posizione analoga. La sua formazione resta però quella di un centrale abituato a difendere in campo aperto con aggressività e a partecipare alla costruzione partendo da zone più interne.

Allargandolo sulla destra, Amorim può contare sulla sua disciplina e sulla qualità tecnica in uscita. Al tempo stesso, il nuovo collocamento rischia di attenuare una delle caratteristiche principali del giocatore: la capacità di aggredire verticalmente l’azione difensiva.


Il sistema rossonero resta mobile

La gara con il Lecce ha mostrato un Milan capace di modificare la propria struttura durante le diverse fasi del gioco. La squadra è partita da un 3-4-2-1, ha assunto un 4-2-3-1 quando aveva il possesso e si è disposta con un 4-4-2 nella fase senza palla.

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Questa elasticità ha lasciato a Chukwueze maggiore libertà nelle iniziative offensive. L’obiettivo di Amorim sembra essere quello di rendere la squadra adattabile alle esigenze della partita, senza abbandonare i principi su cui sta costruendo il nuovo assetto.


La verifica arriverà contro esterni migliori

La prestazione contro il Lecce ha offerto indicazioni positive, ma non basta ancora per stabilire se Gila possa rendere al meglio da terzino destro. Il test più attendibile sarà rappresentato da squadre dotate di esterni di maggiore qualità e capaci di esercitare una pressione offensiva più costante.

In quel contesto si vedrà se il difensore riuscirà a conservare il proprio peso nella fase difensiva senza perdere efficacia nelle altre situazioni di gioco. La sua intelligenza tattica e la disciplina lo rendono adatto alla trasformazione, anche se resta aperto il dubbio sul prezzo da pagare per mantenere l’equilibrio del Milan.

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