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Sport 1 min di lettura30 set

Guardiola rompe il silenzio: “Il City non è solo

Dopo le accuse che mettono in discussione 114 titoli, l’ex allenatore del Manchester City ribadisce il proprio sostegno al club e ai suoi tifosi

Il Manchester City deve affrontare una fase delicatissima: il club è stato riconosciuto responsabile per 114 delle 115 contestazioni relative a stipendi e rendiconti finanziari, con possibili conseguenze anche sui trofei conquistati negli ultimi anni. Pep Guardiola, tecnico dei Citizens per nove stagioni fino alla conclusione della scorsa annata, ha scelto di intervenire pubblicamente con un messaggio sui social.


Guardiola si schiera con il City

L’allenatore spagnolo ha voluto rassicurare la tifoseria internazionale, spiegando di restare vicino alla società nonostante il momento complicato. Nel suo messaggio ha citato il proprietario, il presidente, l’amministratore delegato Ferran Soriano, la squadra, lo staff, Enzo Maresca, indicato come il tecnico che gli è subentrato, e tutti i sostenitori del Manchester City.

Guardiola ha sottolineato che il legame con il club non si è interrotto dopo la fine della sua esperienza in panchina. La sua posizione è stata riassunta in una frase rivolta ai tifosi: «Sono qui, più che mai», a conferma di una vicinanza che considera ancora pienamente attuale.

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I trofei ora sotto esame

Le accuse riguardano la gestione degli stipendi e dei bilanci del Manchester City. Secondo quanto riportato nel testo, 114 contestazioni su 115 hanno portato a un verdetto di colpevolezza, mettendo così in discussione una parte significativa dei successi ottenuti dalla squadra in Inghilterra negli ultimi anni.

Guardiola ha guidato il club durante la conquista della maggioranza dei trofei oggi coinvolti nel caso. Nel suo intervento non entra nel merito delle contestazioni, ma promette alla famiglia del City di affrontare la situazione collettivamente e chiude il messaggio con un’espressione di affetto per i sostenitori.

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