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Sport 2 min di lettura6 ore fa

Gianluca Moggi muore in un incidente sulle colline fiorentine

Il fotoreporter aveva 68 anni: fatale lo schianto avvenuto lunedì sera in via della Grillaia

Gianluca Moggi, fotoreporter fiorentino di 68 anni, è morto lunedì 2 novembre 2026 in un incidente stradale sulle colline di Marignolle, a Firenze. L’impatto è avvenuto intorno alle 18 in via della Grillaia, lungo la strada che porta verso Le Bagnese.

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Lo schianto a Marignolle

La dinamica dell’incidente è ancora al vaglio della Polizia Municipale. Per ragioni che devono essere accertate, l’auto è uscita coinvolta in uno schianto violento mentre percorreva la viabilità collinare.

Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, i Vigili del Fuoco e gli agenti incaricati dei rilievi. I soccorritori hanno provato a rianimare Moggi, ma le ferite non gli hanno lasciato scampo prima del trasferimento in ospedale.


Una carriera tra cronaca e cultura

Moggi aveva lavorato per anni come fotoreporter e faceva parte della New Press Photo. Aveva seguito numerosi episodi della cronaca giudiziaria fiorentina, compresi i processi legati al Mostro di Firenze, realizzando anche una fotografia di Pietro Pacciani diventata molto conosciuta.

Il suo lavoro comprendeva anche gli appuntamenti culturali della città. Per lungo tempo aveva documentato tournée e produzioni del Maggio Musicale Fiorentino, ritraendo artisti italiani e internazionali.

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Il ricordo dei colleghi

La notizia ha suscitato cordoglio tra giornalisti, istituzioni cittadine e organizzazioni professionali. Il ricordo comune è quello di un collega preparato, ironico e profondamente legato al mestiere della fotografia.

Angelo Giorgetti, collega di Moggi, lo ha ricordato come un autore capace di raccontare le persone attraverso le immagini: «Lui usava l’obiettivo come tavolozza». Tra le fotografie che più lo rendevano orgoglioso, Giorgetti ha citato quelle dedicate a Vittorio Cecchi Gori e a suo padre Mario.

Anche la giornalista Titti Giuliani Foti ha affidato a un ricordo personale il dolore per la scomparsa. Ha descritto Moggi come un amico con cui aveva condiviso lavoro, viaggi, musica, teatro e molti anni di vita, definendolo infine «fratello mio».

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