10.000Lettori online ora
Sport 2 min di lettura3 ore fa

Gattuso e quella notte infinita: “Bosnia-Italia, ferita per sempre

L’ex commissario tecnico azzurro ha ricordato il dolore per la partita contro la Bosnia e difeso Bastoni dall’accusa di aver condizionato tutto con l’espulsione.

Per Gennaro Gattuso la partita tra Bosnia e Italia non è ancora un ricordo completamente archiviato. Al Festival dello sport di Trento, l’ex commissario tecnico della Nazionale ha ripercorso quei momenti spiegando quanto il risultato abbia pesato sul piano personale, pur senza rinnegare il lavoro svolto dalla squadra e dal suo staff.


Una ferita difficile da cancellare

Gattuso ha riconosciuto che gli episodi possono orientare una partita e, più in generale, incidere profondamente anche sulla vita di chi li vive. Il ko contro la Bosnia, ha spiegato, ha lasciato una traccia destinata a restare: “La cicatrice rimarrà per sempre, ma mi piace guardare avanti”.

Il periodo successivo all’incontro è stato particolarmente complicato. L’ex ct ha raccontato di avere avuto difficoltà a prendere sonno per diversi mesi e di essere ricorso a lunghe passeggiate serali, con l’obiettivo di stancarsi abbastanza da riuscire finalmente ad addormentarsi.


La difesa del gruppo e Bastoni

Nel suo intervento, Gattuso ha voluto comunque ringraziare i giocatori e tutte le persone che avevano collaborato con lui. A suo giudizio, il risultato finale non dovrebbe cancellare quanto costruito durante il percorso né ridurre ogni valutazione al semplice verdetto del campo.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Un passaggio specifico è stato dedicato ad Alessandro Bastoni, coinvolto nell’episodio dell’espulsione. Gattuso ha spiegato di averlo ringraziato, ricordando che un errore rientra nella dinamica del gioco e che il difensore non aveva certamente intenzione di farsi cacciare. “Sembra che conti soltanto il risultato”, ha osservato, invitando a considerare anche le modalità con cui una squadra arriva a quel risultato.


Il dolore resta, ma si guarda avanti

Pur ammettendo di avere sofferto a lungo, Gattuso ha escluso di voler rimanere prigioniero di quella serata. Gli episodi, ha ribadito, appartengono al calcio così come alla vita, ma non possono diventare l’unico metro con cui giudicare il lavoro di un gruppo.

Il ricordo della Bosnia resta dunque una ferita aperta, accompagnata però dalla consapevolezza di aver ricevuto il massimo impegno da parte dei giocatori e dello staff. Per Gattuso, il passo successivo è continuare a guardare avanti senza dimenticare ciò che è accaduto.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere