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Sport 3 min di lettura26 min fa

Classifica cortissima: otto squadre racchiuse in tre punti

Inter e Roma partono davanti, ma il calendario fitto può rimescolare rapidamente gli equilibri del campionato

Il prossimo mese dirà se l’equilibrio mostrato dalla Serie A nei primi cinque turni è destinato a durare. In cinque settimane sono infatti in programma sei giornate di campionato e tre impegni nelle coppe europee: un percorso che metterà alla prova tenuta fisica, profondità delle rose e ambizioni delle squadre di vertice.

La graduatoria conferma già una lotta molto serrata. Otto formazioni sono separate da appena tre punti, mentre Inter e Roma hanno perso soltanto nello scontro diretto i loro unici punti, venendo raggiunte dalla Lazio. Milan e Juventus, bersagliate dalle critiche, restano comunque a breve distanza.


Il calendario può cambiare tutto

L’Inter dispone dell’organico più esperto e completo, ma ha concesso qualche rete di troppo e in diverse occasioni ha iniziato le partite con poca attenzione. Non sarà sempre possibile rimontare due gol di svantaggio. La Roma, invece, basa il proprio gioco su un pressing intenso che richiede grande dispendio: Gasperini dovrà ampliare il gruppo dei titolari e contenere i cali nella ripresa.

Milan e Juventus sono chiamati a stabilizzare il rendimento. Amorim e Spalletti attendono anche un contributo più incisivo in fase realizzativa da Ramos e Kolo Muani. Il Como dovrà abituarsi alla gestione di tre gare ogni settimana, mentre Allegri non può permettersi altri passi falsi e aspetta il rientro dei numerosi indisponibili del Napoli.


Le inseguitrici hanno già stupito

Il Cagliari vanta la difesa meno battuta, con appena due gol incassati, e insieme al Frosinone ha offerto alcune delle prestazioni più brillanti dell’avvio. Romano, Maldini e Mendy da una parte, Palmisani, Raimondo e Kvernadze dall’altra, sono tra i protagonisti della crescita delle due squadre. Per Lazio, Cagliari e Frosinone restare nei pressi della zona europea sarebbe già un risultato inatteso, ma la fatica degli avversari impegnati in Europa potrebbe offrire nuove opportunità.

Napoli e Atalanta sono invece attardate rispettivamente di sei e cinque punti, mentre la Fiorentina è scivolata a meno nove. L’arrivo di Paolo Vanoli al posto di Fabio Grosso ha però alimentato segnali di ripresa. Anche gli allenatori sono stati al centro dei cambiamenti: oltre alla Fiorentina, hanno modificato la guida tecnica Bologna e Parma, con Palladino e Gilardino subentrati a Tedesco e Cuesta.

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Numeri e panchine sotto esame

Inter e Roma sono le squadre più prolifiche, con 15 e 14 gol. Bologna e Genoa ne hanno segnati appena tre e non hanno ancora vinto, così come il Venezia, unica formazione ferma a zero punti. Il Milan è l’unica squadra, oltre alle tre capolista, a non aver ancora conosciuto la sconfitta. Dal dischetto sono stati assegnati cinque rigori, due dei quali falliti da Genoa e Venezia.

Nel confronto con l’inizio della stagione precedente, la crescita più evidente è quella della Lazio, salita di sette punti. Seguono Cagliari con cinque e Lecce e Inter con quattro; il Napoli e il Bologna hanno invece cinque punti in meno. In bilico c’è Daniele De Rossi, atteso dalla sfida interna decisiva contro la Fiorentina.


Meno interruzioni, più responsabilità

Le nuove indicazioni arbitrali hanno portato a fischiare meno falli e a ricorrere meno al Var. Il tempo effettivo di gioco è aumentato, avvicinandosi agli standard europei, mentre la classe arbitrale lavora per ridurre i sette errori riconosciuti nei primi cinque turni.

Il designatore Orsato ha indicato come obiettivo una direzione meno invasiva: «L’arbitro non deve essere il protagonista, deve scomparire», ha detto, citando la prova di Massa in Roma-Inter. Dopo il prossimo fine settimana, l’attenzione si sposterà anche sull’Olimpico per Roma-Real Madrid, partita che segnerà il ritorno di José Mourinho e l’accoglienza speciale del pubblico giallorosso.

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