7.000Lettori online ora
Sport 2 min di lettura3 ore fa

Francia-Italia, il pari che rilancia Mancini: la Nazionale è rinata

Secondo Sandro Sabatini, la prestazione degli Azzurri in Francia ha restituito certezze: Donnarumma decisivo, difesa compatta e nuove gerarchie in attacco.

Il pareggio conquistato in Francia vale più di un semplice risultato: per Sandro Sabatini è il segnale che l’Italia ha ritrovato identità e solidità. La squadra ha mostrato carattere nei momenti difficili e ha confermato la capacità di Roberto Mancini di incidere sul gruppo, tanto da essere indicato come il miglior commissario tecnico azzurro degli ultimi vent’anni.

La sfida completa così un percorso fatto di tre risposte diverse: la sconfitta contro il Belgio, il successo in Turchia e infine una prestazione ancora più convincente sul campo francese. L’impressione è che questa Nazionale possa guardare avanti senza rinunciare ai tratti che l’avevano resa riconoscibile in passato.


Donnarumma guida una difesa ritrovata

A proteggere il risultato ci ha pensato soprattutto Gianluigi Donnarumma. Dopo un primo tempo relativamente tranquillo, il capitano è diventato protagonista nella ripresa, respingendo le conclusioni degli avversari e opponendosi in particolare a Dembélé. Nulla ha potuto sulla punizione calciata da Olise, che ha portato avanti la Francia, ma in seguito ha neutralizzato ogni altra minaccia.

Davanti a lui, la linea difensiva ha trovato equilibrio grazie anche al contributo di Kayode, utile non soltanto per la velocità e le rimesse lunghe. Scalvini e Bastoni hanno formato una coppia affidabile, mentre Calafiori, partendo da sinistra, si è spesso spostato verso il centro per dare copertura ai compagni.

Bastoni ha inoltre cancellato i dubbi sulla sua adattabilità alla difesa a quattro. L’interista ha coronato la prestazione con il gol del pareggio, superando prima Da Cunha e poi Maignan, dopo un periodo personale complicato.


Frattesi cambia le gerarchie in mezzo

La prestazione del centrocampo ha offerto un’altra indicazione significativa. Frattesi è riuscito a imporsi nel confronto a distanza con Barella, una situazione che non si era verificata all’Inter ma che in Nazionale sta diventando una costante positiva per il giocatore sostenuto da Mancini.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Tonali e Fagioli hanno avuto compiti più legati alla costruzione della manovra e alla chiusura degli spazi, limitando le iniziative individuali anche per effetto della pressione francese. Dopo circa un’ora, la fatica ha costretto Tonali a lasciare il campo: Fagioli ha assunto la regia, mentre Barella è entrato al suo posto.


L’attacco sorprende tutti

In avanti è emersa una gerarchia meno prevedibile del previsto. Kean ha lavorato anche largo, lontano dalla zona in cui normalmente riesce a esprimersi meglio, ma nell’ultima parte della gara ha ritrovato maggiore centralità. Gli resta il rimpianto per un’occasione sprecata all’inizio, compensata però da grande disponibilità, da un colpo di testa parato da Maignan e dall’azione che ha portato all’espulsione di Upamecano.

Pio Esposito ha aiutato la squadra nelle sponde, risultando però meno presente negli inserimenti e nelle giocate in profondità. Il più convincente, secondo l’analisi, è stato invece Sebastiano Esposito, ancora più sorprendente rispetto all’esordio in Turchia.

L’attaccante ha corso, lottato e offerto un riferimento costante per i cambi di gioco. Ha lasciato il terreno soltanto nel finale, quando ha fatto spazio a Vergara, al debutto con la Nazionale.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere