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Sport 4 min di lettura53 min fa

Figc, il nodo della candidatura: Abete riporta il calcio ai giovani

Il presidente della Lnd rilancia il tema dei vivai e annuncia a Ferrara un confronto tra dilettanti, Club Italia e Serie C.

Il presidente della Lega Nazionale Dilettanti Giancarlo Abete invita a concentrare il dibattito sul futuro dei giovani, mentre resta aperta la riflessione sui requisiti necessari per correre alla guida della Figc. La norma sul tesseramento, introdotta nel 2019, può infatti creare una difficoltà concreta per chi già ricopre incarichi di vertice nel sistema calcistico.

Abete ha ricordato di essersi candidato alla presidenza federale nel 2007, nel 2009 e nel 2013, quindi prima dell’entrata in vigore della disposizione. Chi occupa posizioni apicali in una Lega o in una struttura federale, però, non può essere tesserato per una società: secondo il presidente della Lnd, questo intreccio merita un esame istituzionale pacato, anche alla luce dei precedenti di Carlo Tavecchio e Gabriele Gravina, arrivati alla guida della Figc rispettivamente dalla Lnd e dalla Lega Pro.

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Il nodo federale resta sullo sfondo

A suo giudizio, la questione non può essere affrontata con letture semplificate o legate alle polemiche del momento. «Non è necessario dire tutto quello che si pensa ma è necessario pensare tutto quello che si dice», ha osservato Abete, chiarendo però che l’attenzione della Lnd è rivolta soprattutto ai contenuti dell’incontro di Ferrara.

Il programma ruota attorno alla crescita dei calciatori, al raccordo con Club Italia, alle rappresentative dilettantistiche e al collegamento con il professionismo. L’obiettivo dichiarato è rafforzare il percorso che parte dall’attività di base e può accompagnare i ragazzi verso livelli competitivi più alti.


Un ponte verso la Serie C

Il passaggio al professionismo sarà uno dei temi centrali del confronto. Per Abete, la continuità tra Promozione, Eccellenza, Serie D e Serie C è indispensabile: senza una filiera solida, diventa più complicato costruire un rapporto efficace con le società di vertice.

Al tavolo è prevista la presenza di Matteo Marani, presidente della Serie C, mentre Gianfranco Zola interverrà a distanza. Il dialogo con la Lega Pro dovrà servire ad accompagnare la crescita dei giovani e a collegare meglio i diversi livelli del calcio italiano, evitando che il passaggio dai dilettanti al professionismo resti privo di continuità.


Ferrara mette i vivai al centro

“Il futuro in gioco” si svolgerà a Ferrara il 23 e 24 ottobre. La Lnd ha convocato i componenti dei direttivi dei 20 comitati regionali, insieme ai rappresentanti del calcio femminile, dell’Interregionale e della Divisione Calcio a 5, per due giornate dedicate soprattutto all’analisi tecnica e al confronto interno.

Nel programma troveranno spazio anche il lavoro delle selezioni federali e il rapporto con Club Italia. Claudio Ranieri non potrà partecipare perché sarà in Inghilterra, ma hanno dato la loro disponibilità Maurizio Viscidi e Silvio Baldini; saranno coinvolti inoltre Piscedda e Giannichedda. Zola sta seguendo i progetti federali destinati alle fasce dai 5 ai 12 anni, mentre per gli U14 la Serie D viene utilizzata come riferimento.

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Regole e risorse per i talenti

L’impegno della Lnd passa sia dagli obblighi regolamentari sia dagli incentivi economici. In Serie D le squadre devono schierare tre giovani, mentre in Eccellenza e Promozione il numero richiesto è pari a due; le società che superano queste soglie possono ottenere premi aggiuntivi.

Nel complesso, le premialità valgono circa 2,5 milioni di euro ogni anno. Abete considera queste risorse uno strumento concreto per sostenere la formazione dei calciatori e accompagnare l’attività dei club che investono maggiormente sui ragazzi.


Un movimento da 1,1 milioni

La dimensione del calcio non professionistico rende centrale la responsabilità della Lnd. I tesserati della Lega sono circa 360mila, ai quali si aggiungono i circa 750mila iscritti al settore giovanile e scolastico: il totale raggiunge approssimativamente 1,1 milioni di persone.

Un bacino così ampio, secondo Abete, deve riuscire a individuare e sviluppare nuovi talenti. Nei lavori di Ferrara si parlerà anche della cosiddetta riforma Zola per la Lega Pro e della crescente attenzione politica verso i vivai, emersa pure nelle recenti audizioni parlamentari.


Crescere senza svuotare i territori

La crescita delle società più strutturate porta con sé nuove esigenze organizzative. Alcune realtà dilettantistiche hanno già centinaia di tesserati e valutano seconde squadre o modelli societari più articolati, ma l’espansione non dovrebbe sottrarre spazio ai piccoli centri.

Lo spopolamento di alcuni comuni e la concentrazione degli iscritti nei club maggiori rischiano infatti di rendere più difficile la sopravvivenza delle squadre locali. Per la Lnd la sfida consiste nel tenere insieme sviluppo sportivo e presenza capillare sul territorio.

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