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Sport 2 min di lettura3 ore fa

Ferguson, la paura dopo l’emorragia: «Non riuscivo a parlare

L’ex tecnico del Manchester United ripercorre il dramma del 2018, il recupero sostenuto dalla moglie Cathy e i ricordi raccolti nel suo nuovo libro.

Il passato di Sir Alex Ferguson torna al centro dell’attenzione con “Games of My Life”, un volume dedicato alle 21 partite che hanno segnato la sua carriera tra campo e panchina. Nel libro, l’ex manager racconta anche il percorso che lo ha condotto dai quartieri operai di Glasgow ai vertici del calcio inglese.


Un’eredità ancora viva a Manchester

La pubblicazione offre nuovi punti di vista sulla lunga esperienza di Ferguson, prima calciatore e poi allenatore. Il suo palmarès comprende 13 titoli nazionali e due Champions League con il Manchester United, oltre a cinque FA Cup, quattro Coppe di Lega e altri trofei internazionali.

Anche dopo il ritiro del 2013, il suo rapporto con il club non si è interrotto. Ferguson continua a essere una figura ascoltata e presente nella vita del Manchester United, società che sotto la sua guida ha raggiunto una dimensione mondiale.


Il dramma che ha cambiato tutto

Nel 2018 un’emorragia cerebrale costrinse Ferguson a un intervento immediato. Le conseguenze dell’operazione resero molto difficile la vita quotidiana dell’ex allenatore, che dovette affrontare un lungo periodo di riabilitazione.

Parlando a BBC Breakfast, lo scozzese ha ammesso di aver vissuto quei giorni con un sentimento preciso: «Ero terrorizzato. Vorrei dirvi che mi sentivo bene, ma non era così». La fase più delicata non riguardò soltanto la paura per la propria salute, ma anche la perdita improvvisa della capacità di parlare.

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La voce ritrovata grazie alla terapia

«Avevo perso la voce, non riuscivo a parlare», ha ricordato Ferguson, spiegando quanto quella limitazione lo avesse colpito. A rendere ancora più difficile il momento furono le visite dei nipoti, ai quali non riusciva a comunicare come prima.

Il recupero passò anche attraverso esercizi guidati da una terapista. Tra le attività c’era la scrittura dei nomi di uccelli, animali e fiumi: un lavoro graduale che gli permise di riacquistare la voce.


Cathy al suo fianco nel ritorno

Durante la convalescenza, Ferguson trovò nella moglie Cathy il principale punto di riferimento. Lei gli rimase accanto dopo l’operazione e lo accompagnò anche nel ritorno all’Old Trafford, dove l’ex tecnico tornò a seguire il Manchester United dalla tribuna d’onore a meno di quattro mesi dall’intervento.

Quel rientro allo stadio ebbe un forte valore emotivo per entrambi. Cathy, commossa, gli fece capire quanto fosse importante rivederlo lì; per Ferguson fu il primo passo visibile verso una normalità riconquistata dopo una prova che aveva messo a rischio la sua vita.

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