Elena Pero, la voce del tennis che ha accompagnato Sinner fino all’ultima telecronaca
Si è spenta a 60 anni una delle firme storiche del tennis in tv: dagli inizi con Rino Tommasi alle telecronache con Paolo Bertolucci, fino all’ultima finale di Wimbledon raccontata anche durante la malattia.
La sua ultima telecronaca è arrivata da Wimbledon, a luglio, quando aveva raccontato il bis di Jannik Sinner. Poi la malattia è tornata a farsi sentire e ieri Elena Pero è morta a 60 anni, lasciando un vuoto nel tennis televisivo italiano.
Per più di trentacinque anni aveva seguito questo sport da protagonista dietro al microfono, passando da Telepiù a Sky Sport. Il suo percorso era iniziato molto prima, quando ancora da ragazza aveva risposto a un annuncio su una rivista specializzata e si era ritrovata a lavorare accanto a Rino Tommasi.
L’inizio con Tommasi e l’esordio in redazione
Negli anni Ottanta, Pero aveva due riferimenti chiari: Ivan Lendl in campo e Tommasi dietro il microfono. Nel 1989, quando il giornalista cercava giovani collaboratori su MatchBall, lei si candidò ed entrò tra i due scelti su una rosa di trenta.
Il compito iniziale non aveva nulla di televisivo: doveva aggiornare a mano l’archivio dei risultati. Lei stessa aveva ricordato che tutto era ancora su carta e che perfino la grafia contava, al punto che una delle prove dell’“esame Rino” era scrivere in modo chiaro e ordinato.
Da lì arrivarono i primi servizi per i telegiornali sportivi dell’attuale Mediaset e poi un’esperienza a Capodistria. In quel periodo lasciò anche gli studi di Lettere per dedicarsi del tutto al lavoro.
Dalla pay tv ai grandi tornei
La svolta definitiva arrivò nel 1991, con la nascita di Telepiù. Tommasi guidava il settore sportivo e Pero entrò nella squadra come praticante, iniziando un lungo cammino accanto ai grandi nomi della telecronaca italiana.
Prima lavorò con Roberto Lombardi, poi per oltre vent’anni al fianco di Paolo Bertolucci. Non era un passaggio semplice, aveva ammesso lei stessa, perché la coppia formata da Tommasi e Gianni Clerici aveva lasciato un modello molto difficile da eguagliare.
Da quel momento raccontò i tornei più importanti del circuito: dagli Us Open alla Coppa Davis, fino alle grandi finali di Wimbledon. A Londra aveva seguito quattordici finali maschili, da Djokovic a Federer, poi Alcaraz e Sinner.
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Nel 2004 fu anche la voce del primo confronto fra Federer e Nadal a Miami, quando lo spagnolo diciassettenne riuscì a battere il numero uno del mondo.
La regola di non tifare mai
Pero aveva una convinzione netta sul mestiere: in telecronaca si può sperare che vinca un italiano, ma non si deve mai trasformare il commento in tifo. Se un giocatore fa peggio dell’avversario, sosteneva, bisogna dirlo senza esitazioni per non perdere credibilità.
Anche le donne nel giornalismo sportivo erano pochissime, soprattutto all’inizio della sua carriera. Lei ricordava di essersi sentita quasi in una riserva, ma citava spesso un precedente importante: Lea Pericoli, ex campionessa diventata commentatrice, che aveva già abituato il pubblico a una voce femminile nel tennis.
Raccontando quei primi anni, aveva evocato anche un dettaglio del Roland Garros: sulle cabine di commento c’era un solo bagno, quello degli uomini. Un particolare che fotografava bene il contesto in cui aveva mosso i primi passi.
La malattia e l’ultima finale a Wimbledon
Due anni fa le era stato diagnosticato un tumore. Secondo quanto ricostruito dal Corriere della Sera, aveva affrontato il percorso di cura in modo diretto, arrivando anche a sottoporsi a trattamenti sperimentali che le avevano consentito l’operazione.
Nonostante tutto, non aveva mai smesso di lavorare. Nel ricordo diffuso da Sky Sport, il direttore Federico Ferri ha sottolineato che Pero non aveva saltato una telecronaca, nemmeno durante la malattia. L’ultima era stata proprio a Wimbledon, nel luglio 2026, ancora insieme a Bertolucci per seguire il secondo titolo consecutivo di Sinner.
Dopo il rientro da Londra, la malattia era tornata. Elena Pero lascia il marito Sergio e la figlia Martina.
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