Donnarumma rilancia l’Italia: dolore Bosnia e obiettivo riscatto
Il capitano azzurro parla alla vigilia del Belgio: spazio ai giovani, fiducia in Mancini e la voglia di chiudere la ferita aperta dall’eliminazione mondiale.
La ferita di Zenica resta aperta, ma per Gianluigi Donnarumma il punto di ripartenza è già arrivato. Alla vigilia della prima sfida di Nations League con il Belgio, il capitano azzurro ha messo in fila emozioni, obiettivi e responsabilità, indicando nei giovani e nel gruppo la strada per riportare l’Italia ai livelli che rivendica.
Il dolore non è sparito
Il portiere ha ammesso che quanto accaduto in Bosnia continua a pesare. Ha spiegato che ognuno reagisce ai propri fallimenti con i propri tempi, e per lui la delusione è stata profonda, al punto da rendere lunghissima l’estate appena trascorsa.
Davanti ai cronisti ha però insistito sulla necessità di voltare pagina. Donnarumma ha detto che l’idea è quella di costruire una Nazionale forte, capace di tornare dove merita, affidandosi anche ai nuovi innesti e al lavoro di Mancini.
Più tardi, a Sky Sport, ha ribadito che il nuovo percorso deve partire subito: contro il Belgio, ha spiegato, servirà una prova di personalità per far tornare entusiasmo attorno alla maglia azzurra.
Giovani da accompagnare, non da frenare
Tra i temi affrontati c’è stato anche il rapporto con i più giovani. Donnarumma ha sottolineato che il gruppo è ricco di talento e che i giocatori più esperti avranno il compito di aiutarli a inserirsi, senza lasciarli soli nei momenti difficili.
In questa prospettiva, ha detto di essere rimasto colpito da diversi elementi della nuova rosa, citando anche Romano e ricordando il giudizio positivo espresso da Frattesi. Per il capitano, quei profili rappresentano il futuro della Nazionale.
Sul senso di indossare la maglia dell’Italia, Donnarumma ha parlato di orgoglio e appartenenza: stare lontani dal Paese, ha osservato, fa crescere ancora di più la voglia di rappresentarlo nelle partite che contano.
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Mancini, lo stesso spirito ma con idee diverse
Il capitano ha poi chiarito che il legame con il commissario tecnico non cambia un principio di fondo: lo spirito va mantenuto sempre, a prescindere dall’allenatore. Ogni guida tecnica, ha aggiunto, porta con sé concetti differenti e anche da Mancini si lavora su aspetti specifici.
Restando sul rapporto con lo staff, Donnarumma ha spiegato di considerare ogni preparatore un passaggio utile nella propria crescita. Ha ricordato di aver imparato da tutti gli allenatori avuti fin qui, convinto che il percorso di un calciatore non smetta mai di insegnare qualcosa.
C’è stato spazio anche per il ritorno all’Olimpico, vissuto come un momento speciale per i ricordi condivisi con Roma. E sul contatto con il presidente, Donnarumma ha preferito limitarsi a un messaggio privato, precisando di essersi congratulato per il rapporto costruito negli anni con il tecnico.
Obiettivo: far ripartire l’entusiasmo
Guardando al nuovo ciclo, il capitano non ha nascosto l’ambizione: l’Italia dovrà essere propositiva, aggressiva e capace di comandare il gioco. Il percorso sarà impegnativo, perché le avversarie saranno di livello, ma l’idea resta quella di ripartire dall’Europeo vinto nel 2021.
L’obiettivo finale, secondo Donnarumma, è anche emotivo: riaccendere il legame con i tifosi e farli innamorare di nuovo della Nazionale. Per farlo, ha concluso, serviranno risultati, identità e la spinta di un gruppo che vuole trasformare la delusione recente in una nuova occasione di rilancio.
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