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Sport 2 min di lettura12 ott

Dimarco sorprende il Parma: la nuova libertà che Chivu concede all’Inter

L’esterno nerazzurro ha occupato anche la corsia opposta e il suo movimento racconta la trasformazione tattica avviata dall’allenatore rumeno.

L’Inter ha già mandato in gol 10 giocatori diversi, ma tra questi non compare ancora Federico Dimarco. Contro il Parma, tuttavia, l’esterno ha mostrato una delle novità più interessanti della squadra: non è rimasto ancorato alla fascia sinistra, ma ha occupato anche zone centrali e il lato destro del campo, diventando una presenza imprevedibile negli ultimi metri.

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La corsia opposta diventa un’arma

L’azione di Dimarco non è stata una semplice variazione occasionale. In più momenti il numero 32 è partito dalla propria posizione abituale per tagliare verso il centro e concludere la giocata sul versante opposto, dove ha provato a servire i compagni o a cercare direttamente la porta.

La prima conclusione è arrivata al 3’, respinta da Corvi. Al 23’ e al 36’, invece, due iniziative nate a sinistra lo hanno portato fino a destra, confermando la libertà concessa da Chivu ai suoi uomini. I tentativi non hanno prodotto né un gol né un assist, ma hanno reso evidente una soluzione destinata a complicare le letture delle difese.


Chivu cambia il volto dell’Inter

Il nuovo corso nerazzurro si sta allontanando progressivamente dal possesso prolungato tipico della gestione Inzaghi. L’Inter cerca ora di attaccare più rapidamente la profondità, aggredisce la costruzione avversaria e lascia ai singoli maggiori possibilità di isolarsi, puntare l’uomo e creare superiorità.

A restare centrale è soprattutto la mobilità collettiva. I giocatori scambiano spesso posizione e compiti, senza restare vincolati a una disposizione rigida. Dimarco, contro il Parma, ha portato questo principio all’estremo, alternandosi tra il ruolo di esterno, quello di mezzala e perfino una posizione più avanzata.

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Un’improvvisazione già preparata

Chivu ha spiegato che gli spostamenti dell’esterno dipendono dal modo in cui gli avversari scelgono di uscire in pressione. «Se qualcuno dei nostri fa una rotazione dalla sua parte, lui è libero di accentrarsi», ha detto l’allenatore, sottolineando come Dimarco possa diventare di volta in volta attaccante, centrocampista o quinto sulla fascia destra.

Secondo il tecnico, il giocatore sa riconoscere il momento giusto per attaccare l’area e chiudere i traversoni sul secondo palo. È dunque un sistema fondato su principi precisi, ma aperto alla lettura individuale: un equilibrio tra organizzazione e libertà che sta accompagnando la crescita dell’Inter.

Per ora manca soltanto il sigillo personale di Dimarco, protagonista di numerosi primati pochi mesi fa. Dopo aver sfiorato la rete da una posizione insolita, potrebbe trovare presto il gol proprio sfruttando quella corsia che non rappresenta il suo territorio naturale.

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