Diao, il dubbio del Como: Fabregas svela cosa pesa in Champions
Il tecnico spagnolo teme per le condizioni dell’attaccante dopo il ko con il Feyenoord e rivendica il valore di un’esperienza arrivata in anticipo.
La sconfitta contro il Feyenoord passa in secondo piano rispetto alle condizioni di Diao, uscito perché non riusciva più a correre. Cesc Fabregas attende gli esami del caso, ma dopo la partita ha lasciato intendere che la sostituzione sia arrivata con l’obiettivo di evitare conseguenze più serie.
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Diao fermato per precauzione
Il tecnico del Como ha spiegato che l’attaccante aveva avvertito di non poter proseguire normalmente. «Diao sentiva che non poteva correre più. Valuteremo come sta e speriamo di averlo cambiato prima che sia tardi», ha detto Fabregas dopo il confronto europeo.
Lo spagnolo ha aggiunto che il piano preparato per affrontare il Feyenoord teneva conto anche delle caratteristiche di Diao. La sua uscita ha quindi modificato gli equilibri della gara, in una serata in cui il Como ha provato a mettere in difficoltà una formazione più abituata a questo livello.
Fabregas accetta la lezione europea
Fabregas ha riconosciuto i meriti degli avversari, sostenendo che il Feyenoord abbia conquistato il successo con pieno diritto. Il tecnico ha anche sottolineato quanto cambi il rendimento di una squadra tra partite interne ed esterne, soprattutto quando si gioca in uno stadio contro un avversario abituato a vincere.
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«Giocare in casa e in trasferta è un mondo a parte», ha osservato a Sky Sport. Per il tecnico, la Champions rappresenta la competizione più impegnativa e il Como deve viverla come un’opportunità nata dalla stagione precedente, senza trasformarla in un peso.
Un traguardo arrivato prima
Fabregas ha definito la partecipazione alla Champions un premio per quanto costruito dal Como nella passata annata. La squadra, ha ricordato, si è presentata all’appuntamento con alcuni giocatori alla prima gara europea da titolari, elemento che rende ancora più significativa l’esperienza maturata contro il Feyenoord.
L’allenatore ha infine spiegato di sentirsi tranquillo perché il torneo costituisce una motivazione aggiuntiva per il gruppo. Secondo i suoi calcoli, il Como è arrivato a misurarsi con questo palcoscenico cinque anni prima rispetto alle previsioni iniziali.
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