Dai leoni a Mourinho: la rotta mondiale di Annese
Nato a Bisceglie nel 1984, il tecnico ha lavorato in quattro continenti e oggi guida la Guinea Equatoriale dopo una carriera costruita lontano dai riflettori.
Vincenzo Alberto Annese ha trasformato una scelta maturata a 22 anni in una carriera distribuita tra quattro continenti. Oggi è il commissario tecnico della Guinea Equatoriale, ma prima di arrivare in Africa ha allenato, viaggiato e vinto in Paesi molto diversi tra loro, dal Nepal all’Indonesia, passando per Europa, Asia e America Centrale.
La sua storia parte da Bisceglie, dove è nato nel 1984, e da un tentativo nel calcio giocato. Dopo la Primavera del Venezia e l’esperienza a Martina Franca, Annese ha deciso di lasciare il campo, iscriversi all’università e laurearsi in Scienze motorie. Da lì è cominciato il percorso sulle panchine, inizialmente nel settore giovanile della Fidelis Andria e poi a Foggia.
Una carriera costruita lontano dall’Italia
L’occasione per affermarsi è arrivata all’estero. Nel 2014 Annese è diventato assistente dell’Alytus Dainava, in Lituania, sotto la presidenza dell’ex laziale Giuseppe Greco. In seguito ha lavorato a Saldus, in Lettonia, e ha conquistato una salvezza in Estonia con il Paide. Il passaggio successivo è stato in Armenia, dove ha guidato prima la nazionale Under 17 e poi quella Under 19.
«Penso di essere l’unico italiano riuscito in un’impresa del genere», ha raccontato parlando del lavoro svolto in quattro continenti. Nel suo itinerario figurano anche la Cina, dove ha seguito la crescita dei giovani, e il Ghana, con il Beckhem United: lì ha vinto una coppa e ha vissuto una delle esperienze più singolari della sua vita, arrivando perfino a rifiutare l’idea di ricevere in regalo alcuni leoni, animali che ama da sempre.
Il percorso è proseguito in Palestina, all’Ahli Al-Khalil, con il successo nella coppa nazionale e la sconfitta in Supercoppa. Annese è stato anche a Gaza e ha ricordato il calore della popolazione e l’atmosfera degli stadi. Poi sono arrivati Kosovo, Belize e India, dove ha allenato Gokulam Kerala e NorthEast United.
Dall’idolo indonesiano alla panchina africana
L’esperienza più intensa sul piano della pressione è stata forse quella in Indonesia, alla guida del Semarang. Dopo una vittoria in trasferta, l’allenatore e la squadra furono costretti a rimanere nello stadio per un’intera giornata per il rischio di aggressioni da parte dei sostenitori. La popolarità era tale che Annese faticava a spostarsi senza attirare l’attenzione.
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«Lì ero come Mourinho», ha spiegato ricordando quel periodo. Il suo nome fu preso in considerazione anche per la nazionale indonesiana, che scelse il commissario tecnico da una rosa nella quale figurava pure Ruud Gullit.
In Belize, invece, il tecnico ha trovato il contesto che considera più piacevole: spiagge, clima rilassato e allenamenti seguiti da lunghe giornate al mare. Dopo l’India è arrivata la chiamata del Nepal, accompagnata dalla scalata lungo la parte media del Monte Everest. L’avventura in Afghanistan è durata pochi mesi, prima dell’incarico da commissario tecnico del Burkina Faso.
La nuova sfida in Guinea Equatoriale
L’esperienza burkinabé ha rappresentato il passaggio verso la Guinea Equatoriale, dove Annese lavora oggi. Il suo curriculum comprende panchine e incarichi in Paesi Baltici, Armenia, Cina, Ghana, Palestina, Indonesia, Kosovo, Belize, India, Nepal, Afghanistan e Burkina Faso: un elenco che, nell’arco di circa quindici anni, lo ha portato ben oltre i tradizionali percorsi del calcio italiano.
Annese conosce inglese, russo, armeno, spagnolo, portoghese e francese. Quanto al futuro, non esclude un ritorno in Italia, ma nemmeno un’altra partenza verso una destinazione ancora diversa: la sua carriera, finora, è stata costruita proprio seguendo le opportunità nate in ogni angolo del mondo.
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