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Sport 1 min di lettura3 giorni fa

Curry resta a Golden State: contratto blindato sino al 2029

La stella dei Warriors ha accettato 116 milioni invece dei 136 previsti, lasciando al club maggiore spazio per costruire una squadra competitiva

Stephen Curry continuerà a indossare la maglia di Golden State per tutta la sua carriera NBA. Il fuoriclasse ha raggiunto l'intesa per un prolungamento biennale che sposta la scadenza dell'accordo all'estate del 2029, evitando così l'addio alla franchigia con cui è entrato nella lega nel 2009.


La scelta economica di Curry

L'aspetto più rilevante dell'intesa riguarda la rinuncia del giocatore a una parte consistente dello stipendio massimo. Curry avrebbe potuto ottenere 136 milioni di dollari garantiti, ma ha scelto di firmare un accordo complessivo da 116 milioni.

La differenza ammonta a 20 milioni di dollari. Una decisione maturata per offrire alla società maggiore elasticità nella gestione del monte salari e nelle prossime operazioni di mercato.


Golden State cerca nuove risorse

Il rinnovo arriva in una fase delicata per i Warriors, il cui monte ingaggi ha superato quota 224 milioni di dollari. L'impegno finanziario della squadra limita infatti lo spazio disponibile per intervenire sull'organico.

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La rinuncia di Curry può quindi facilitare il lavoro della dirigenza, che punta a utilizzare le risorse liberate per rafforzare il roster. L'obiettivo indicato è mettere a disposizione del veterano una formazione capace di competere per il titolo.


Un legame iniziato nel 2009

Curry era stato scelto al Draft 2009 e da allora ha sempre giocato con Golden State. Con la nuova estensione, il rapporto con la franchigia proseguirà senza interruzioni fino alla conclusione della sua parabola agonistica prevista nel 2029.

L'accordo chiude anche le incertezze legate alla scadenza originaria, fissata al termine della prossima stagione. A sostenere l'operazione è il proprietario Joe Lacob, che aveva messo sul tavolo il massimo salariale previsto per il playmaker.

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