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Sport 3 min di lettura5 giorni fa

Corinna Schumacher e quella canzone: il ricordo che riapre una ferita

Nel nuovo film Netflix dedicato al 1994, la moglie di Michael racconta gli inizi della loro storia e il drammatico cammino verso il primo titolo iridato.

Una frase legata a una canzone è l’unico spiraglio sul presente di Michael Schumacher nel nuovo documentario Netflix. Corinna Schumacher torna a parlare dopo anni, ma evita di entrare nel merito delle condizioni del marito, lontano dalla scena pubblica dall’incidente sugli sci del 29 dicembre 2013.

Il film, intitolato Schumacher ’94: La nascita di una leggenda, sarà disponibile su Netflix il 2 ottobre. Il racconto si concentra soprattutto sulla stagione che consegnò al pilota tedesco il suo primo campionato del mondo di Formula 1.


Una canzone riporta al presente

Nel documentario Corinna cita Rush Rush, il brano di Paula Abdul che accompagna un ricordo privato della coppia. Parlando dell’effetto che la canzone continua ad avere su di lei, afferma: «Quando la sento oggi e sono in macchina, piango. È la nostra canzone».

Al di là di questo passaggio, il film non offre aggiornamenti sulla vita attuale di Schumacher. La famiglia mantiene infatti la riservatezza adottata dopo l’incidente di Méribel e non diffonde informazioni sulle sue condizioni di salute.


Dagli inizi alle telecamere

La parte centrale della pellicola torna agli anni in cui Michael muoveva i primi passi in Formula 1. Corinna aveva 22 anni e nel suo racconto ricostruisce la nascita della relazione, le esitazioni iniziali della madre e la quotidianità accanto a un atleta destinato a diventare una figura simbolo della Germania.

Non mancano gli episodi curiosi legati alla popolarità crescente del pilota. Corinna ricorda le numerose lettere delle ammiratrici e racconta che una fan, Jutta, arrivò perfino a mandargli biancheria intima per posta: da quella storia nacque un tormentone privato della coppia.

Il pubblico potrà inoltre vedere sequenze rare del giovane Schumacher: appare con i capelli lunghi, mentre fuma, scherza davanti alle telecamere o affronta le prime interviste con una certa impacciatezza. Secondo Corinna, lui aveva l’abitudine di riguardarsi spesso in televisione.

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Il 1994 tra paura e trionfo

Quando il documentario arriva al campionato del 1994, il tono diventa più drammatico. Dopo un avvio dominato da Schumacher, il fine settimana di Imola viene segnato dagli incidenti di Rubens Barrichello e Roland Ratzenberger e dalla morte di Ayrton Senna.

Corinna considera quella gara uno degli snodi più dolorosi della stagione e ricorda che anche Michael avrebbe ritenuto sbagliato correre. Dopo quel weekend, il tedesco arrivò persino a valutare l’addio alla Formula 1.

La parte conclusiva segue le tensioni sportive e regolamentari di quell’anno: le squalifiche, i sospetti sul controllo di trazione della Benetton e il duello con Damon Hill. Ad Adelaide i due rivali si presentarono separati da un punto; il contatto che eliminò entrambe le vetture assegnò a Schumacher il suo primo titolo mondiale.


Il precedente del 2021

L’ultimo intervento pubblico di Corinna sulla situazione familiare risaliva al documentario Netflix del 2021. In quell’occasione aveva spiegato che Michael era nella loro casa e che tutti cercavano di sostenerlo, dicendo: «Michael è qui, è diverso, ma è qui».

Anche la nuova produzione, dunque, sceglie di guardare soprattutto al passato. Il silenzio sul presente resta intatto, mentre il film ricostruisce la stagione del 1994 e gli anni in cui la storia d’amore tra Corinna e Michael era appena cominciata.

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