Conceição cerca un progetto vincente dopo il Milan
L’allenatore portoghese ripercorre Porto, Milan e Arabia Saudita e indica struttura e ambizione come condizioni per ripartire.
Sergio Conceição ha spiegato di voler tornare presto ad allenare, ma soltanto all’interno di un progetto costruito per vincere.
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Le condizioni per ripartire
Il tecnico portoghese cerca una società nella quale poter incidere non soltanto sulla squadra, ma sull’intero ambiente. Presidente, organizzazione, ambizioni del club, città, proprietà e tifosi dovranno comporre un quadro coerente con il suo modo di lavorare.
«Mi piace sposare un progetto per vincere, non per essere uno dei tanti», ha detto Conceição nell’intervista. Negli ultimi otto anni, ha ricordato, ha conquistato trofei quasi ogni stagione, con l’eccezione dei mesi trascorsi all’Al-Ittihad.
L’allenatore ha inoltre rivendicato il lavoro svolto con Luis Diaz e Vitinha, due giocatori valorizzati durante il suo percorso. La sua idea resta legata alla creatività e alla capacità di adattare l’allenamento alle caratteristiche dei calciatori.
L’esperienza tra Porto e Milan
A Porto Conceição ha costruito un rapporto stretto con il presidente e con la struttura del club. La parte conclusiva della sua esperienza si è chiusa con la vittoria della Coppa del Portogallo, dopo stagioni condizionate dalle difficoltà economiche e dalla pandemia.
Il tecnico ha ricordato i tre anni segnati dalle regole del controllo finanziario e i due campionati disputati con gli stadi vuoti. Secondo la sua ricostruzione, il legame tra società, gruppo e dirigenza fu una delle basi dei successi ottenuti.
L’avventura al Milan è arrivata dopo una pausa e in un ambiente diverso da quello portoghese. Conceição ha trovato qualità individuali, ma a suo giudizio mancava una struttura capace di sostenere pienamente la squadra e il rapporto con i sostenitori.
Nonostante le difficoltà, quei sei mesi hanno prodotto due finali: una vittoria contro l’Inter e la partecipazione all’atto conclusivo della Coppa Italia. Nel cammino, il Milan eliminò anche la Roma allenata da Ranieri e l’Inter di Simone Inzaghi.
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La vita calcistica in Arabia Saudita
Conceição vive ancora in Arabia Saudita, dove ha raccontato di essere stato accolto molto bene. Ha parlato di una popolazione che segue il calcio con grande partecipazione e ha citato la recente gioia per il successo della nazionale nella Coppa del Golfo.
L’ex allenatore dell’Al-Ittihad considera il calcio saudita e i suoi club realtà con ampi margini di crescita. Per questo, ha lasciato aperta la possibilità di accettare in futuro una proposta ritenuta convincente.
L’esperienza all’Al-Ittihad gli ha imposto anche un diverso approccio alla gestione del gruppo. Conceição ha spiegato di osservare le abitudini dei giocatori fin dai primi pasti insieme e di voler conoscere il loro percorso personale, oltre a quello sportivo, per intervenire nel momento più adatto.
Creatività e adattamento
Il portoghese ha raccontato che le esperienze da calciatore in Portogallo, Italia e Belgio hanno influenzato il suo metodo. In Belgio ha frequentato i secondo e terzo livelli del corso per allenatori, migliorando anche il francese e confrontandosi con una concezione dell’allenamento diversa.
Gli anni trascorsi in Italia, in un periodo considerato da Conceição il migliore per il campionato nazionale, gli hanno permesso di conoscere idee tecniche che sono poi confluite nel suo lavoro. Il metodo, ha aggiunto, deve però evolversi insieme al calcio senza perdere originalità.
A suo giudizio, la fortuna degli allenatori portoghesi all’estero nasce dalla loro duttilità e dalla capacità di trovare soluzioni in ambienti differenti. La stessa qualità, secondo Conceição, appartiene a molti connazionali che lavorano fuori dal Paese.
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