City, una sola retrocessione non basta: la pressione dei club
Le altre società inglesi chiedono una risposta severa sulle 115 contestazioni, mentre il Manchester City prepara il ricorso e la decisione potrebbe slittare al 2027.
La vicenda che contrappone Manchester City e Premier League rischia di trasformarsi in una crisi per l’intero calcio inglese. Le altre società non sembrano orientate ad accettare una semplice retrocessione temporanea qualora il club venisse riconosciuto responsabile delle 115 presunte violazioni del Fair Play Finanziario contestate per il periodo compreso tra il 2009 e il 2018.
Dopo l’ultimo pronunciamento della commissione indipendente, il procedimento è tutt’altro che concluso. La fase decisiva deve ancora iniziare e, secondo le tempistiche attualmente ipotizzate, una prima decisione potrebbe arrivare soltanto a gennaio 2027.
La Premier League teme danni duraturi
Le contestazioni riguardano presunte irregolarità considerate particolarmente gravi. Tra gli elementi al vaglio figurano sponsorizzazioni che sarebbero state gonfiate per oltre un miliardo di euro, il pagamento degli stipendi di alcuni tesserati tramite società riconducibili alla famiglia reale e il presunto tentativo di rallentare o ostacolare le verifiche.
Se confermate, queste condotte non riguarderebbero soltanto il Manchester City. La Premier League teme infatti che venga messa in discussione la regolarità di diversi campionati e, di conseguenza, l’affidabilità della competizione nel suo complesso. Il problema potrebbe avere ricadute anche sul piano economico, soprattutto nei rapporti con gli investitori stranieri interessati alla credibilità del torneo inglese.
I club chiedono una punizione più pesante
Secondo quanto riferito da The Guardian, nelle altre diciannove società della massima serie starebbe maturando una posizione comune: una retrocessione in Championship limitata a una sola stagione, ottenuta attraverso una forte penalizzazione in classifica, non sarebbe considerata una risposta adeguata alla gravità delle accuse.
Il malcontento sarebbe già arrivato ai vertici della lega attraverso dichiarazioni informali e pressioni mediatiche. I club ritengono che una sanzione troppo contenuta possa lasciare irrisolti i dubbi sull’equità delle competizioni disputate e sull’efficacia dei controlli applicati dalla Premier League.
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Esclusione e titoli: cosa rischia il City
Tra le ipotesi discusse ci sono la revoca dei trofei conquistati nel periodo sotto esame e l’esclusione dal campionato. Non è ancora stabilito, però, quale sarebbe il percorso disciplinare: si potrebbe intervenire sulla classifica della stagione 2026/2027 oppure ricorrere a una procedura senza precedenti nella storia del calcio inglese.
Un’eventuale espulsione dalla Premier League avrebbe anche conseguenze istituzionali. Per procedere sarebbe necessaria una maggioranza qualificata, pari almeno ai tre quarti delle società partecipanti. La scelta della categoria dalla quale il Manchester City dovrebbe ripartire spetterebbe poi alla EFL, l’organismo che gestisce Championship, League One e League Two.
Ricorso e verdetto nel 2027
Gli avvocati del Manchester City hanno tempo fino a venerdì 2 ottobre per depositare il ricorso e la memoria difensiva. Il caso dovrebbe essere discusso in tribunale entro 12 settimane a partire da domani; successivamente, la commissione disciplinare avrebbe altri 30 giorni per pronunciarsi.
Rispettando questo calendario, il primo verdetto potrebbe arrivare entro gennaio 2027. Nello stesso periodo potrebbero essere comunicate anche eventuali sanzioni, ma su questo passaggio non esistono ancora conferme ufficiali. In ogni caso, il club avrebbe la possibilità di presentare un ulteriore appello.
La strategia difensiva potrebbe inoltre puntare sui tempi di applicazione delle norme. Il Manchester City potrebbe sostenere che i regolamenti oggi utilizzati dalla Premier League siano entrati in vigore soltanto pochi mesi fa, mentre le contestazioni riguardano fatti molto più lontani nel tempo e verifiche iniziate, secondo la ricostruzione disponibile, otto anni fa.
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