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Sport 1 min di lettura54 min fa

Schwazer cambia linea: sì alla provetta B, ma senza il terzo campione

L’ex marciatore altoatesino ha accettato di chiedere le controanalisi dopo la positività emersa ad aprile durante una gara in Germania.

Alex Schwazer ha deciso di procedere con l’esame della provetta B, rinunciando però a porre come requisito anche l’analisi del campione urinario residuo. La richiesta riguarda il controllo antidoping effettuato il 26 aprile, quando l’ex marciatore risultò positivo ai campionati tedeschi su strada.


La richiesta sulle controanalisi

A comunicare il cambio di posizione è stato il suo legale, Gerhard Brandstätter. In precedenza Schwazer aveva subordinato l’apertura della provetta B alla possibilità di esaminare anche la cosiddetta “terza provetta”, consegnata durante lo stesso controllo.

“Alex si era inizialmente opposto all’invio della richiesta, ma alla fine siamo comunque riusciti a persuaderlo”, ha spiegato l’avvocato. La procedura potrà quindi partire senza che venga avanzata, almeno in questa fase, la pretesa di sottoporre a verifica anche l’urina residuale.


Restano i dubbi sui controlli

La scelta arriva dopo settimane nelle quali l’atleta aveva manifestato più volte la propria sfiducia nei confronti del sistema antidoping. Il tema si inserisce in una vicenda già segnata da un lungo contenzioso cominciato con la squalifica inflitta nel 2012.

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Sul piano penale, quel procedimento si era concluso con l’archiviazione della posizione di Schwazer, motivata dal fatto che “il fatto non sussiste”. La giustizia sportiva, invece, non ha modificato la propria decisione sul caso.


Il caso nato in aprile

La nuova analisi riguarda il campione raccolto il 26 aprile, in occasione dei campionati tedeschi di marcia su strada. L’esito positivo aveva riaperto una vicenda già complessa e spinto Schwazer a chiedere verifiche aggiuntive sul materiale prelevato.

Ora l’attenzione si concentra sulla provetta B e sui risultati che emergeranno dal suo esame. La possibilità di analizzare anche il campione residuo, inizialmente indicata come condizione dall’atleta, non accompagnerà invece la richiesta presentata dal suo legale.

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