City sotto accusa: dalla retrocessione ai titoli, tutti i rischi
Le 115 contestazioni della Premier League possono aprire la strada a multe, blocco del mercato, penalizzazioni e persino alla revisione dei successi del Manchester City.
Il Manchester City potrebbe andare incontro a sanzioni eccezionali se le accuse avanzate dalla Premier League venissero confermate. Nel procedimento, relativo al periodo compreso tra il 2009 e il 2018, al club vengono attribuite 115 presunte violazioni, tra bilanci ritenuti irregolari e ostacoli alle verifiche degli organi di controllo.
La società ha già annunciato l’intenzione di presentare ricorso, con scadenza fissata al 2 ottobre. I legali del City respingono le contestazioni e sostengono che l’indagine non sia ancora completa, oltre a considerare infondate le accuse formulate dagli inquirenti.
Il nodo dei ricavi contestati
L’ipotesi più grave riguarda i contratti di sponsorizzazione legati alla famiglia reale degli Emirati Arabi, proprietaria del Manchester City. Secondo le contestazioni, una parte dei finanziamenti destinati ai tesserati sarebbe stata coperta direttamente dagli stessi soggetti riconducibili alla proprietà.
La ricostruzione della Premier League sostiene inoltre che i ricavi societari sarebbero stati aumentati artificialmente per circa 900 milioni di sterline, vale a dire oltre un miliardo di euro. Se questa versione fosse dimostrata, il club avrebbe potuto disporre di risorse superiori ai limiti consentiti e rafforzare la squadra aggirando le regole finanziarie inglesi ed europee.
Multe, mercato bloccato o retrocessione
Lo scenario meno severo prevederebbe una sanzione economica, la cui entità dipenderebbe dal numero delle violazioni accertate e dal livello di responsabilità attribuito alla società. Tra le alternative figura anche il divieto di operare sul mercato per almeno una finestra, con la possibilità di arrivare a due o tre sessioni.
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La prospettiva più temuta dai sostenitori del City, e invocata con crescente insistenza da alcune rivali storiche, è però la sottrazione dei trofei conquistati durante gli anni sotto esame. Una penalizzazione in classifica da applicare nella stagione in corso potrebbe inoltre spingere il club verso la retrocessione, fino a renderne possibile l’uscita dalla Premier League.
Titoli e futuro europeo nel mirino
L’eventuale revisione dei risultati non si limiterebbe necessariamente al periodo analizzato. Resta da capire se possano essere coinvolte anche annate successive, qualora venisse stabilito un collegamento diretto con le condotte contestate. Tra gli obiettivi citati nel dibattito c’è anche la Champions League vinta nel 2023 contro l’Inter, cinque anni dopo l’ultimo periodo formalmente compreso nell’indagine della Premier League.
Su questo punto entrerebbe in gioco la UEFA. In caso di condanna in Inghilterra, l’organismo europeo potrebbe chiedere di esaminare gli atti e verificare se eventuali irregolarità abbiano inciso sulla partecipazione del Manchester City alle competizioni internazionali.
L’espulsione diretta dalla massima serie inglese appare invece più difficile da prevedere, anche per i rapporti complessi tra Premier League, Football Association ed EFL, che organizza i campionati di Championship, League One e League Two. Non è infine escluso che altri club possano presentare richieste di risarcimento per i danni economici e sportivi che ritengono di aver subito nel periodo contestato.
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