City, i trofei ora hanno un’ombra: il nodo dei conti britannici
L’autorità fiscale del Regno Unito esaminò la situazione del club dal 2018, senza finora adottare provvedimenti contro la società
Otto campionati inglesi e una Champions League hanno trasformato il Manchester City in uno dei principali simboli della strategia di influenza di Abu Dhabi nel Regno Unito. Dal 2008, quando il club è stato rilevato dallo sceicco Mansour bin Zayed Al Nahyan, vicepremier degli Emirati Arabi Uniti, la crescita sportiva è stata accompagnata da investimenti e successi senza precedenti nella storia recente della società. Ora, però, le contestazioni sui bilanci rischiano di appannare quell’immagine.
Il City affronta un rischio enorme
Il Manchester City ha impugnato le accuse rivoltegli e il procedimento non ha ancora prodotto una decisione sulle sanzioni. Tra le conseguenze possibili figurano una penalizzazione in classifica, una sanzione economica e, nell’ipotesi più severa, l’allontanamento dalla Premier League.
Le contestazioni arrivano da una commissione indipendente, che ha attribuito al club più di 100 violazioni delle norme finanziarie della Premier League commesse tra il 2009 e il 2018. Secondo la ricostruzione dell’organismo, alcune operazioni avrebbero aumentato in modo artificiale gli introiti e contenuto le uscite per un valore superiore a 900 milioni di sterline, pari a circa 1,1 miliardi di euro.
L’indagine fiscale resta senza esito
In questo quadro si inserisce anche un accertamento dell’HM Revenue & Customs, l’amministrazione fiscale britannica. Secondo quanto riferito dal Financial Times, il procedimento sarebbe stato avviato nel 2018 per stabilire se il Manchester City avesse fatto ricorso a articolati assetti societari con l’obiettivo di alleggerire il peso delle imposte.
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L’inchiesta, stando alle fonti consultate dal quotidiano, non nasceva da un sospetto di frode deliberata. Non risulta inoltre che sia stata chiusa formalmente, ma l’autorità non ha avviato iniziative contro il club. Interpellata sulla vicenda, l’amministrazione tributaria ha scelto di non fornire dettagli, richiamando gli obblighi di riservatezza che tutelano i contribuenti.
Le email che riaccesero i riflettori
L’attenzione del fisco britannico sarebbe aumentata dopo la diffusione, alla fine del 2018, di messaggi di posta elettronica riservati del Manchester City. I documenti erano stati pubblicati dal settimanale tedesco Der Spiegel e avevano alimentato nuove domande sulla gestione finanziaria della società.
L’accertamento fiscale e il procedimento sportivo restano comunque due vicende distinte. Il primo non ha finora portato a misure contro il club; il secondo, invece, è ancora in corso dopo il ricorso presentato dal Manchester City, mentre resta da capire se e quale sanzione verrà eventualmente applicata.
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