382notizie oggi Scopri i vantaggi
Sport 3 min di lettura2 ore fa

Castrovilli cerca squadra e sogna il ritorno a Firenze

Il centrocampista è svincolato dopo gli infortuni e attribuisce lo stallo a un cambio di procuratore

Gaetano Castrovilli è ancora senza squadra, ma punta a rientrare nel calcio giocato dopo i problemi fisici che ne hanno rallentato la carriera. Il centrocampista, 29 anni, ha raccontato di aver cambiato procuratore a giugno, dopo una promessa non mantenuta: avrebbe dovuto accompagnarlo in Liga.

L’ex giocatore di Fiorentina, Lazio e Monza ha spiegato di aver affidato inizialmente la propria gestione a una persona rivelatasi inadatta. Da circa un mese è seguito da una nuova agenzia e ha scoperto che diverse società non conoscevano nemmeno la sua situazione. Alcuni ex compagni, sorpresi di vederlo ancora libero, lo hanno contattato per chiedergli come fosse possibile.

Castrovilli ha aggiunto che il periodo senza contratto gli ha permesso di dedicarsi ancora più attentamente al recupero, dopo due lesioni al legamento crociato e diversi stop muscolari.

Offerta del giorno29 ottobre

Lancome

-20% sui pacchetti da Lancôme

Scade tra 63 giorni
*******


Il legame con Firenze

Il centrocampista ha escluso che la separazione dalla Fiorentina sia dipesa da ragioni economiche. «Non è stata assolutamente una questione di soldi», ha spiegato, indicando nella fiducia da parte di una società il requisito che sta cercando anche oggi.

Castrovilli ha ricordato di essersi fatto male una settimana prima della finale di Conference League del 2023, al termine della gara di campionato contro il Sassuolo. Nonostante il tentativo di scendere in campo con il dolore, non riuscì a giocare la partita di Praga; Emerson Palmieri gli disse che la preparazione era stata costruita anche pensando a lui.

Ha poi smentito che i senatori viola fossero arrabbiati perché non aveva seguito la squadra ad Atene nel 2024, pur essendo fuori lista. Secondo il giocatore, la vicenda era legata al rinnovo del contratto. Il rapporto con Cristiano Biraghi e con gli altri ex compagni è rimasto positivo, mentre il suo addio sarebbe maturato anche dal bisogno di cambiare ambiente dopo tanti infortuni.

Castrovilli ha scelto di non raccontare un ulteriore episodio riguardante la società, per riconoscenza verso i cinque anni trascorsi a Firenze. Gli è rimasto il dispiacere di non aver salutato il Franchi come avrebbe voluto: nell’ultima partita ricevette applausi, ma anche alcuni fischi, perché il pubblico non conosceva tutti i retroscena.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.


Montella, Italiano e Vlahovic

L’ex viola ha parlato con gratitudine di Vincenzo Montella, ricordando anche una battuta ricevuta durante un incontro a Firenze sul possibile passaporto turco. Di Vincenzo Italiano ha invece apprezzato soprattutto la chiarezza del lavoro: secondo Castrovilli, con lui i calciatori entravano in campo sapendo già come muoversi.

Dopo il primo infortunio al crociato, Italiano lo aveva incoraggiato sostenendo che un episodio simile potesse capitare soltanto ai giocatori più forti. Al rientro, l’allenatore gli aveva inoltre garantito che sarebbe stato utile alla squadra.

Castrovilli segue ancora con interesse il lavoro di Italiano e gli ha rivolto un augurio. A suo giudizio, Dusan Vlahovic ha scelto la nuova destinazione anche per ritrovare il tecnico. Ha ricordato un episodio del 2020: nella gara vinta dall’Inter 4-3 dopo il vantaggio viola per 3-2, il giovane attaccante entrò in campo, perse un riferimento difensivo e si presentò negli spogliatoi in lacrime.

Secondo Castrovilli, quell’atteggiamento dimostrava quanto Vlahovic tenesse alla Fiorentina. Il centrocampista lo considera un professionista molto rigoroso, ma ritiene che alla Juventus non sempre sia riuscito a rendere al meglio per motivi diversi, anche legati alla pressione e al momento personale.

Il desiderio di rivedersi in viola, intanto, non è soltanto legato ai ricordi. «Una notte ho sognato che tornavo a Firenze: avevo la numero 10 ed ero capitano», ha raccontato Castrovilli, che considera quel sogno particolarmente piacevole.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere