Caso Minardi-Antonelli, la svolta: Mercedes dovrà mostrare contratti e pagamenti
Il Tribunale di Bologna ha disposto la produzione della documentazione sui rapporti tra il pilota e la scuderia, mentre la difesa di Minardi attende l’udienza di novembre
Il contenzioso tra Giovanni Minardi e Kimi Antonelli entra in una fase decisiva: Mercedes e il pilota dovranno consegnare i contratti sottoscritti nel corso del loro rapporto e la documentazione relativa ai pagamenti effettuati. Per la difesa dell’ex agente, quei dati serviranno a calcolare quanto gli spetta secondo gli accordi di rappresentanza.
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I documenti diventano decisivi
Il provvedimento è stato adottato dal Tribunale di Bologna, che ha accolto la richiesta presentata da Mattia Grassani per conto di Minardi. L’ordine riguarda gli accordi tra Antonelli e Mercedes e tutte le somme corrisposte al pilota, oppure a persone o soggetti a lui collegati, anche attraverso passaggi indiretti.
Secondo la ricostruzione della parte attrice, l’esame dei contratti e delle scritture contabili permetterà di determinare l’importo dovuto all’ex agente sulla base delle percentuali concordate. Grassani ha accolto con favore la decisione: «Il Tribunale di Bologna ha accolto la nostra richiesta», ha dichiarato, sottolineando l’importanza della documentazione che dovrà essere prodotta nel procedimento.
La causa guarda anche al 2028
L’azione giudiziaria è nata dopo la cessazione unilaterale del rapporto tra Antonelli e Minardi Management. Da qui la citazione davanti al Tribunale civile, con Mercedes coinvolta nella controversia in quanto parte dei rapporti contrattuali sui quali la difesa chiede ora di fare chiarezza.
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Per Minardi, il tema non si limita alle somme già versate o già maturate. Resta infatti da valutare anche ciò che potrebbe maturare fino alla scadenza naturale del mandato di rappresentanza, indicata dalla difesa nel 2028. Grassani ha spiegato che il suo assistito guarda con fiducia alla prosecuzione del giudizio e attende la prossima udienza, prevista a novembre.
L’accordo resta la soluzione preferita
Nonostante l’iniziativa processuale, il legale sostiene che un’intesa tra i protagonisti sarebbe ancora l’esito più conveniente. La controversia coinvolge infatti anche un soggetto terzo come Mercedes e, secondo Grassani, gli ordini di esibizione e l’esposizione negativa rischiano di rendere più difficili i rapporti tra le parti.
La trattativa, però, può chiudersi soltanto con il consenso di entrambi. In assenza di un’intesa condivisa, la causa continuerà il suo percorso: «Non giova a nessuno coltivare un contenzioso», ha affermato Grassani, ribadendo allo stesso tempo che Minardi è pronto a proseguire l’azione per ottenere il riconoscimento delle somme ritenute dovute.
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