Caso City, Mancini prende le distanze: cosa ha detto
Il commissario tecnico dell’Italia ha commentato le contestazioni finanziarie rivolte al suo ex club, negando però un coinvolgimento personale nella vicenda.
Il caso Manchester City è tornato al centro dell’attenzione durante la conferenza di Roberto Mancini alla vigilia della gara di Nations League contro la Turchia. Il tecnico azzurro, che in passato ha guidato la formazione inglese, ha scelto di mantenere le distanze dalle contestazioni rivolte al club.
Mancini ha sostenuto di non considerare il City condannato per le accuse contestate e ha precisato che la vicenda non rientra nelle sue responsabilità. Le dichiarazioni arrivano mentre il procedimento riguarda presunte irregolarità finanziarie riferite al periodo compreso tra il 2009 e il 2018.
Mancini respinge ogni coinvolgimento
Rispondendo alle domande dei giornalisti, l’allenatore della Nazionale ha separato la propria posizione da quella della società inglese. “Non è un problema che riguarda me”, ha detto, aggiungendo di ritenere che il Manchester City non sia stato giudicato colpevole.
Il riferimento alle accuse nasce anche dal rapporto professionale avuto da Mancini con il club. L’attuale commissario tecnico dell’Italia era infatti alla guida del City negli anni presi in esame dalle contestazioni, circostanza che lo colloca tra le figure citate nella ricostruzione della vicenda.
Il nodo del doppio contratto
Tra gli addebiti riportati figurerebbe anche una presunta modalità alternativa di pagamento destinata a integrare il compenso dell’allenatore. Secondo le ricostruzioni, Mancini avrebbe ricevuto somme non dichiarate e sarebbe stato previsto un secondo accordo con una società di Abu Dhabi riconducibile allo sceicco Mansour, proprietario del Manchester City.
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Quel contratto accessorio avrebbe garantito 2,03 milioni di euro in cambio di un’attività di consulenza limitata a quattro giornate ogni anno. L’ipotesi accusatoria è che il meccanismo potesse servire ad aggirare i vincoli del Fair Play Finanziario UEFA e le norme della Premier League.
Le contestazioni al club inglese
Nel complesso, al Manchester City vengono attribuite 115 violazioni finanziarie, 114 delle quali indicate come oggetto dell’accusa nel periodo 2009-2018. La ricostruzione è stata rilanciata da The Athletic e ripresa anche da La Gazzetta dello Sport, includendo tra i punti esaminati proprio il rapporto contrattuale con Mancini.
Il club inglese e lo stesso tecnico hanno respinto ogni addebito. Per questo Mancini, nella conferenza dedicata alla sfida con la Turchia, ha ribadito di non ritenere la questione di propria competenza e ha negato che il Manchester City possa essere considerato colpevole sulla base delle accuse citate.
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