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Sport 3 min di lettura3 ore fa

Caso Balogun, la FIFA corre ai ripari: Infantino sotto pressione

La modifica sulle squalifiche arriva alla vigilia di un Consiglio decisivo, tra richieste di trasparenza, tensioni interne e il nodo delle elezioni presidenziali.

La FIFA si prepara a intervenire sul proprio regolamento disciplinare dopo il caso che ha coinvolto Folarin Balogun, ma la modifica arriva in un momento ancora più delicato per Gianni Infantino. Il presidente dovrà affrontare un Consiglio FIFA segnato da contestazioni sulla gestione dell’organizzazione e sui suoi rapporti con la politica.

La scadenza del 18 novembre, fissata per la presentazione delle candidature alla presidenza, rende il confronto particolarmente sensibile. Infantino puntava a ottenere un quarto mandato fino al 2031, ma le polemiche recenti hanno indebolito la sua posizione alla vigilia del voto previsto quattro mesi più tardi a Rabat, in Marocco.

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La FIFA vuole chiudere la falla disciplinare

Al centro della vicenda c’è la decisione di sospendere la squalifica automatica di una partita inflitta a Balogun durante i Mondiali. Una proposta destinata al Consiglio prevede ora di impedire che, in futuro, una sanzione di questo tipo possa essere congelata dopo essere stata comminata.

Il provvedimento iniziale della commissione disciplinare aveva provocato forti reazioni nel mondo del calcio. La richiesta di riesaminare il caso avanzata da Donald Trump a Infantino ha alimentato i sospetti di interferenze politiche, mentre la FIFA ha continuato a sostenere l’autonomia della propria commissione disciplinare.


Infantino deve rispondere ai contestatori

Debbie Hewitt, presidente della federazione calcistica inglese e vicepresidente della FIFA, ha chiesto al vertice dell’organizzazione di rendere pubblici i documenti legati alla vicenda Balogun. La questione sarà discussa a Zurigo, dove i componenti del Consiglio intendono mettere sotto esame anche altri aspetti della gestione presidenziale.

Le critiche riguardano i rapporti di Infantino con esponenti politici, possibili conflitti d’interesse e la scarsa trasparenza attribuita ad alcune decisioni recenti. Bernd Neuendorf, membro del Consiglio FIFA, ha inoltre chiesto di inserire nell’agenda della riunione le denunce relative al premio per la pace creato da Infantino e consegnato a Trump durante il sorteggio dei Mondiali a Washington.

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Le altre questioni che dividono il Consiglio

Tra i dossier più discussi figura anche FIFA Forward Enterprise, proposta ritirata di recente che avrebbe consentito l’ingresso di capitali privati nelle attività legate alla Coppa del Mondo. Sul fronte giudiziario, la UEFA ha presentato negli Stati Uniti richieste per acquisire materiale da utilizzare in un possibile procedimento penale contro Infantino in Svizzera.

Un ulteriore caso riguarda la nazionale della Repubblica Democratica del Congo. La federazione ha evitato sanzioni nonostante il portiere Lionel Mpasi sia stato impiegato in quattro partite di qualificazione pur non avendo i requisiti necessari, una circostanza che ha riaperto il dibattito sulla coerenza dei controlli e delle decisioni disciplinari.


La sfida sui finanziamenti alle federazioni

Infantino dovrebbe proporre di portare a 15 milioni di dollari il contributo destinato a ciascuna delle 211 federazioni affiliate per il ciclo commerciale 2027-30. L’ipotesi rischia di entrare in contrasto con i piani alternativi sostenuti dalla UEFA e dai suoi alleati.

La partita finanziaria potrebbe pesare sulle imminenti elezioni. Resta infatti da capire se la maggioranza delle federazioni sceglierà di confermare il presidente in carica anche davanti alla prospettiva di ricevere risorse più consistenti.

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