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Sport 2 min di lettura57 min fa

Cardinale tratta l’Al-Nassr: contatti e incontro con Ronaldo

Il proprietario del Milan conferma i primi colloqui con il club saudita e spiega il suo ruolo futuro in rossonero.

Gerry Cardinale ha confermato l’esistenza di contatti preliminari per l’acquisto di quote dell’Al-Nassr. Il proprietario del Milan ha inoltre anticipato un possibile incontro con Cristiano Ronaldo, senza però indicare una trattativa già definita.

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I colloqui per l’Al-Nassr

Intervistato da Repubblica, Cardinale ha spiegato che le conversazioni con il club saudita sono ancora a una fase iniziale. L’Al-Nassr appartiene attualmente al fondo PIF, mentre RedBird è la società che controlla il Milan.

Il numero uno rossonero ha anche parlato del futuro di Ronaldo dopo il ritiro. «Dovrei incontrare Ronaldo: mi incuriosisce quello che vorrà fare dopo aver smesso di giocare», ha detto, precisando però che la curiosità per i progetti del fuoriclasse portoghese «non è un motivo sufficiente per comprare una squadra».


Il ruolo di Cardinale nel Milan

Nella stessa intervista, il proprietario del Milan ha chiarito di voler mantenere un coinvolgimento diretto nella gestione del club. «Non sono un professionista del calcio, sono un proprietario», ha dichiarato, aggiungendo che il prossimo dirigente dovrà collaborare con lui.

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Cardinale ha ricordato il periodo trascorso dalla proprietà senza un controllo altrettanto diretto e ha assicurato che non intende più affidare completamente la gestione della società. Il progetto del gruppo comprende anche l’interesse per una franchigia di NBA Europe da collocare a San Donato, oltre a iniziative nel tennis.


La critica alla Serie A

Cardinale ha rivolto parole dure anche al campionato italiano, sostenendo che il sistema debba aggiornarsi per recuperare terreno rispetto alla Premier League. Per descrivere la situazione ha paragonato la Serie A all’industria cinematografica statunitense prima dell’arrivo di Netflix.

«Il calcio italiano deve capire perché non è più la Premier. Senza cambiamento non si torna a vincere», ha affermato. Nel suo ragionamento ha citato anche Disney, Paramount e Warner Bros, aziende che in passato ritenevano inattaccabile la propria posizione prima dell’affermazione di Netflix.

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