Capitale mobile, l’Italia sale al 7° posto e batte Francia e Germania
Il ranking di Henley & Partners premia fiscalità, successioni e accesso al mercato Ue; Milano avanza anche come snodo per i family office.
L’Italia entra tra i mercati più interessanti per chi sposta patrimoni e attività oltreconfine: nella graduatoria di Henley & Partners si piazza settima al mondo e quarta in Europa, davanti a Francia e Germania. Il risultato è legato a una combinazione di fattori fiscali e istituzionali, con Milano che rafforza il proprio ruolo finanziario.
Perché il ranking premia il Paese
Tra gli elementi che spingono il Paese più in alto ci sono la flat tax per i nuovi residenti, un trattamento successorio considerato favorevole e la possibilità di operare dentro il mercato unico europeo. A questi aspetti si aggiunge la crescita di Milano come luogo dove collocare i family office.
La classifica, guidata da Singapore, vede subito dopo Nuova Zelanda e Isole Cayman. L’Italia, invece, si colloca dietro a Cipro, Paesi Bassi e Portogallo nel quadro europeo, ma supera due economie centrali come quelle tedesca e francese.
Come viene costruito l’indice
Il parametro elaborato da Henley & Partners non si basa su percezioni o sondaggi, ma su quasi 40 indicatori che toccano tassazione, vie d’ingresso per gli investitori, stato di diritto e qualità della vita. I dati arrivano da archivi e database strutturati, con riferimenti a Banca Mondiale, Fondo Monetario Internazionale e Ocse.
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Pier Domenico Garrone ha sottolineato che l’“Indice di forza reputazionale” misura la solidità di un Paese attraverso elementi documentali, certificati e verificabili. Secondo il comunicatore, il quadro restituisce un’Italia “più competitiva di quanto emerge dal dibattito interno”, perché valuta la capacità del sistema di attirare persone, famiglie e capitali sulla base di criteri concreti.
Milano e il peso della reputazione
Nel giudizio complessivo pesa anche la funzione di Milano, che cresce come centro finanziario e come polo per i family office. Per Garrone, il Global Wealth Mobility Framework legge questi aspetti dentro 12 dimensioni e 38 indicatori, usando fonti pubbliche e autorevoli.
In questo senso, il dato viene presentato come una misura della reputazione economica e istituzionale, distinta dalle opinioni e dalle letture politiche del momento. Il messaggio che emerge è quello di un Paese capace di offrire condizioni competitive a chi cerca stabilità, accesso al mercato europeo e un quadro fiscale favorevole.
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