Capello: Juve senza identità, Spalletti è il più esposto
L’ex allenatore analizza il momento bianconero, l’assenza di Yildiz e il rendimento dei suoi attaccanti principali
Fabio Capello considera Luciano Spalletti l’allenatore più esposto della Juventus e ritiene che la squadra abbia smarrito la propria identità. L’ex tecnico ne ha parlato alla Gazzetta dello Sport, soffermandosi anche sull’assenza di Kenan Yildiz e sulle difficoltà del reparto offensivo.
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Il confronto con Massimiliano Allegri
Secondo Capello, la pressione sulla panchina bianconera pesa maggiormente su Spalletti rispetto a Massimiliano Allegri. L’attuale tecnico della Juventus è arrivato da poco e ha ereditato il gruppo da Antonio, mentre Spalletti lavora a Torino da un anno.
L’ex allenatore prevede una gara intensa e assegna ad Allegri una rosa di valore superiore. Nel Napoli, invece, vede Kevin De Bruyne in un ruolo simile a quello ricoperto da Andrea Pirlo. «Mi aspetto una bella partita, intensa», ha detto parlando del confronto tra le due squadre.
Kolo Muani e il ruolo di Woltemade
Capello non esclude che Randal Kolo Muani possa tornare al gol contro il Napoli, avversario che in passato gli aveva già portato fortuna. A suo parere, il francese esprime il meglio quando gioca accanto a un altro attaccante.
L’ex tecnico vede Kolo Muani più efficace con Nick Woltemade al suo fianco, ma respinge il paragone con il giovane Zlatan Ibrahimovic. Il giudizio sul tedesco resta quindi molto distante da quello riservato all’ex centravanti svedese agli inizi della carriera.
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L’assenza di Yildiz pesa
Per Capello, l’infortunio di Kenan Yildiz ha reso visibili difficoltà che la qualità del numero 10 riusciva in parte a nascondere. Senza la fantasia del giocatore turco, secondo l’ex allenatore, la Juventus fatica a costruire gioco e ha perso intensità.
La soluzione indicata passa dall’arrivo di calciatori abituati alle responsabilità del club e dall’inserimento di giovani italiani formati nel vivaio. «La maglia bianconera pesa, un po’ come quella del Milan: non sono club per tutti», ha spiegato nell’intervista.
La Juventus cerca la propria identità
Spalletti, ha osservato Capello, ha partecipato alla definizione del mercato estivo insieme alla dirigenza. Proprio per questo l’ex allenatore si sarebbe aspettato di vederlo in una situazione meno complessa dopo dodici mesi di lavoro.
Il Napoli arrivava dal successo contro il Monza, mentre la Juventus era reduce dalla sconfitta di Marassi. Da qui il giudizio sulla posizione dell’allenatore, chiamato a ritrovare lo spirito storico della squadra: «La Juventus non è per forza giocare bene, è vincere come unica cosa che conta».
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