6.000Lettori online ora
Sport 2 min di lettura1 ora fa

Capello avverte il calcio italiano: il talento non va bruciato

Dal Festival dello Sport, l’ex tecnico del Milan chiede più fiducia nei giovani e ricorda quanto il sostegno sia decisivo per chi comincia ad allenare.

La crescita dei giovani calciatori passa dalla pazienza, non dalle bocciature dopo un solo errore. È questo il messaggio centrale lanciato da Fabio Capello al Festival dello Sport, dove l’ex allenatore del Milan ha invitato il movimento italiano a puntare con maggiore convinzione sulle nuove generazioni.


La fiducia viene prima dell’errore

Capello ha rivolto il suo appello a tutto l’ambiente: società, tecnici, famiglie e responsabili dei settori giovanili. Il concetto espresso dall’ex allenatore è netto: “Dobbiamo scommettere di più, avere fiducia in loro e non bocciarli alla prima partita sbagliata”.

Secondo Capello, ai ragazzi va garantita la possibilità di divertirsi e di sviluppare soprattutto la tecnica. L’eccessiva attenzione agli schemi, già nelle fasi iniziali, rischia infatti di soffocare la libertà necessaria per costruire calciatori completi. Anche i genitori hanno una responsabilità importante: sostenere i figli senza trasformare ogni partita in una fonte di pressione.


Il parallelo con Cristian Chivu

Nel corso dell’incontro, Capello ha parlato anche di Cristian Chivu, oggi allenatore dell’Inter. L’ex tecnico ha accostato le difficoltà vissute dal rumeno all’inizio del suo percorso in panchina alle critiche che lui stesso dovette affrontare nei primi anni della carriera.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Il riferimento a Chivu è servito a sottolineare quanto sia complicato affermarsi per un giovane allenatore, soprattutto quando i risultati non arrivano subito. Per Capello, continuità e fiducia possono fare la differenza, permettendo a un tecnico di superare le valutazioni negative e di consolidare le proprie idee.


Il ruolo decisivo di Berlusconi

Capello ha poi ricordato il sostegno ricevuto da Silvio Berlusconi, figura che ebbe un peso rilevante nel suo avvio da allenatore. Quel rapporto è stato indicato come esempio dell’importanza di avere alle spalle una società pronta a dare tempo e opportunità.

La riflessione riguarda sia i calciatori sia gli allenatori alle prime esperienze. Il futuro del calcio italiano, nella prospettiva di Capello, dipende anche dalla capacità di accompagnare i giovani senza pretendere risultati immediati e senza considerarli già formati al primo passo falso.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere