Calcagno: premi a chi fa crescere davvero i giovani
Il presidente dell’Aic chiede incentivi e risorse per le società che puntano sui vivai e assicurano spazio continuo ai ragazzi selezionabili.
L’efficacia dei settori giovanili, per Umberto Calcagno, non si misura con un trofeo in Primavera. Il punto decisivo è un altro: capire quanti ragazzi riescano poi a trasformarsi in calciatori di livello e a costruirsi una carriera stabile.
Il criterio da cambiare
Nel corso dell’audizione al Senato, il presidente dell’Associazione Italiana Calciatori ha chiesto un sistema fondato su incentivi e fondi aggiuntivi, accompagnato da regole chiare. L’obiettivo, ha spiegato, è sostenere le società che investono nei vivai e che garantiscono continuità ai giovani selezionabili.
Per Calcagno, dunque, il giudizio su un settore giovanile non può restare legato soltanto al risultato immediato di una stagione. A pesare dovrebbe essere soprattutto il percorso che i ragazzi riescono a compiere dopo il passaggio nelle categorie giovanili.
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Investire nei vivai
La richiesta avanzata da Calcagno punta a premiare i club che lavorano con costanza sui talenti più giovani. In questa prospettiva, la crescita dei calciatori conta più della semplice bacheca del settore giovanile.
Il riferimento ai “selezionabili” riguarda proprio quei ragazzi che possono essere accompagnati con continuità verso il professionismo. Secondo il numero uno dell’Aic, questa è la strada da seguire se si vuole dare valore reale al lavoro fatto nei vivai.
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