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Sport 2 min di letturaAggiornato 46 min fa

Bove torna sul malore: «Il defibrillatore mi proteggerà sempre»

Il calciatore ha raccontato a Verissimo l’arresto cardiaco del 2024 e il ritorno in campo in Inghilterra

Aggiornamento delle 17:39

Nel gennaio 2026 Edoardo Bove si è trasferito al Watford, in Championship, tornando a giocare nonostante il defibrillatore. Il centrocampista ha esordito contro il Preston entrando all’86° minuto. Il 17 marzo ha segnato contro il Wrexham, ritrovando il gol dopo 506 giorni.

Edoardo Bove ha raccontato il suo ritorno al calcio dopo l’arresto cardiaco accusato durante Fiorentina-Inter. Il centrocampista ha spiegato a Verissimo che porterà per tutta la vita il defibrillatore sottocutaneo impiantato dopo il malore.

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Il ritorno al calcio

In Italia Bove non ha ricevuto l’idoneità sportiva per giocare con il dispositivo. Dopo ulteriori controlli medici, il calciatore ha scelto di proseguire la carriera in Inghilterra, convinto che tornare a giocare fosse la decisione giusta.

«Se il mio cuore mi fa un altro scherzetto, lui interviene. Lo dovrò tenere per sempre», ha detto durante l’intervista, spiegando il ruolo del defibrillatore nella sua vita quotidiana e nell’attività agonistica.

Il dispositivo gli è stato inserito il 10 dicembre, pochi giorni dopo l’episodio che ha cambiato il suo percorso sportivo. I medici hanno ricondotto l’arresto cardiaco a una torsione di punta.


Il malore durante la partita

Il 1° dicembre 2024, al 17° minuto della gara tra Fiorentina e Inter, Bove si è accasciato sul terreno di gioco dopo aver accusato un malore. Il suo cuore si è fermato, ma l’intervento immediato dei soccorritori e dei sanitari gli ha salvato la vita.

Del momento dell’emergenza il calciatore conserva pochi ricordi: «Mi ricordo che mi girava la testa e poi mi sono svegliato in ospedale. Inizialmente pensavo di aver fatto un incidente, poi mi hanno raccontato cosa fosse successo».

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Bove ha anche ricordato la rapidità del trasferimento in ospedale, avvenuto in 13 minuti grazie all’ambulanza. Ha spiegato di non avere memoria di quella giornata e di percepirla come un episodio mai realmente vissuto.


L’affetto degli amici

Il sostegno ricevuto dal pubblico e dall’ambiente del calcio lo ha aiutato ad affrontare i mesi successivi. Bove ha invitato chi si trova in difficoltà a trovare il coraggio di chiedere aiuto, sottolineando di non essersi mai sentito abbandonato.

Durante la trasmissione è arrivato anche un messaggio di Flavio Cobolli. Il tennista, amico d’infanzia del calciatore, ha ricordato il sogno sportivo condiviso da bambini e ha definito Bove un punto di riferimento nella sua vita.

Cobolli ha aggiunto di essere felice di rivederlo in campo e di considerarsi ancora il suo primo tifoso, dicendosi desideroso di incontrarlo presto.

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