Boban, doppio allarme: talenti italiani e Milan sotto esame
L’ex dirigente rossonero analizza la crisi della formazione italiana, i dubbi sul progetto di Ruben Amorim e il futuro del calcio internazionale.
Il giudizio di Zvonimir Boban sul calcio italiano parte da due interrogativi: perché dai vivai non emergono più campioni assoluti e quanto può realmente crescere il Milan con Ruben Amorim. In un’intervista a Rai Radio 1, l’ex calciatore e dirigente rossonero ha allargato la sua analisi anche alle scelte tattiche degli allenatori e alla gestione del calcio mondiale.
Il Milan non convince ancora Boban
Boban riconosce ad Amorim il merito di aver trasmesso energia e convinzione alla squadra. Il rendimento complessivo, però, non gli sembra sufficiente per immaginare un Milan pronto a competere stabilmente ai livelli più alti.
L’ex dirigente considera la rosa poco profonda e vede nel sistema adottato un limite per gli obiettivi stagionali. Sulla possibilità di arrivare fino in fondo in Europa League, ha detto: «Se Amorim riuscirà, con il buon spirito che ha portato, ad andare fino in fondo in Europa League… saremo tutti felici». Il ritorno in Champions League, tuttavia, resta per Boban tutt’altro che garantito.
La Nazionale cerca nuovi campioni
Nel corso del colloquio, Boban ha manifestato preoccupazione per il percorso di crescita dei giovani italiani. A suo giudizio, il lavoro nei settori giovanili non sta producendo calciatori capaci di raggiungere il livello di Francesco Totti e Andrea Pirlo, indicati come riferimenti di una generazione ormai lontana.
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La riflessione riguarda anche il modo in cui vengono preparate le squadre. Boban contesta la diffusione del 3-5-2 e sostiene che gli allenatori ricorrano troppo spesso a soluzioni prudenti, frenati dal timore di sperimentare. A sostegno della sua tesi ha osservato: «Il 92% dei campionati e tornei importanti… sono stati vinti con sistemi a quattro dietro».
Più equilibrio nel calcio mondiale
L’ex campione croato ha poi spostato l’attenzione sui rapporti tra UEFA e FIFA, riconoscendo che la gestione di Gianni Infantino non è stata priva di errori. Allo stesso tempo, ha invitato a non ignorare gli aspetti positivi del suo operato: «Non dobbiamo cancellare il bene che Gianni ha fatto alla FIFA».
Boban guarda infine all’evoluzione delle competizioni internazionali. La sua idea è favorire la crescita di un numero maggiore di nazioni, perché vedere nuovi Paesi affacciarsi ai tornei rappresenta, secondo lui, uno degli elementi più stimolanti del calcio contemporaneo. L’allargamento delle competizioni, però, dovrebbe evitare di diventare eccessivo.
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