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Sport 2 min di lettura4 giorni fa

Benzina sotto quota 2 euro: la mossa Eni contro il caro-pieno

Dal 28 settembre Enilive introduce prezzi massimi per benzina e diesel, con uno sconto stimato di 17 centesimi e una possibile estensione della misura fino a dicembre.

Dal 28 settembre fare rifornimento nelle stazioni Enilive avrà un limite di prezzo: la benzina non potrà superare 1,99 euro al litro, mentre il gasolio sarà fermato a 2,19 euro. Secondo le stime, il provvedimento potrà ridurre la spesa di circa 17 centesimi al litro rispetto ai valori medi osservati nelle ultime settimane.


Un tetto valido per trenta giorni

La misura, applicata da Eni sull’intera rete nazionale Enilive, partirà con una durata iniziale di 30 giorni. L’azienda non esclude però di mantenerla fino alla fine dell’anno: l’eventuale prolungamento sarà valutato sulla base dell’andamento delle quotazioni internazionali e della situazione delle forniture.

Il meccanismo si collega all’agevolazione fiscale sulle accise attualmente in vigore. In concreto, il price cap consente di contenere il trasferimento dei rincari ai clienti e di mantenere i listini entro le soglie fissate per benzina e diesel.


Perché i carburanti sono aumentati

L’aumento dei prezzi nasce dall’intreccio tra tensioni geopolitiche e difficoltà strutturali dell’industria. Le crisi internazionali hanno ridotto la disponibilità di greggio e prodotti raffinati sul mercato globale, mentre in Europa la capacità produttiva si è indebolita dopo la chiusura di quasi 30 raffinerie negli ultimi quindici anni.

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A risentirne non sono soltanto gli automobilisti: il caro carburanti incide anche sui costi delle imprese e sui trasporti. In questo scenario Eni sostiene di avere già assorbito, a partire da marzo, una parte significativa degli aumenti internazionali, trasferendone solo una quota sui prezzi consigliati alle stazioni di servizio.


La strategia industriale di Eni

Il contenimento dei prezzi si affianca agli interventi programmati dal gruppo sul sistema produttivo. Tra le attività indicate figurano il rafforzamento delle bioraffinerie di Venezia e Gela e i lavori collegati allo sviluppo e alla riconversione dell’impianto di Livorno.

La politica sui listini e gli investimenti industriali procedono quindi insieme, mentre la società osserva l’evoluzione del mercato per decidere se estendere il limite oltre i primi 30 giorni. La prosecuzione dell’iniziativa resterà legata sia alle forniture sia alle oscillazioni delle quotazioni sui mercati internazionali.

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