Belgio, la svolta di van Bommel: i leader restano, ma cambia tutto
Tra assenze pesanti e nuovi volti, i Diavoli Rossi arrivano alla Nations League con l’idea di rifare gerarchie e identità, pensando già al 2028 e al 2030.
Il Belgio si presenta alla nuova Nations League con un volto diverso, ma anche con una certezza che resta intatta: il gruppo dovrà trovare leader nuovi senza rinunciare ai suoi fuoriclasse più affidabili. La scelta di Mark van Bommel nasce dall’addio di Rudi Garcia e apre una fase di transizione che guarda lontano, agli Europei del 2028 e ai Mondiali del 2030, più che alla sfida immediata con l’Italia.
In questo quadro, la notizia più significativa non è solo il cambio in panchina, ma il modo in cui il ct olandese sta ridisegnando il gruppo. Courtois ha deciso di fermarsi, mentre altre esclusioni importanti e qualche rientro forzato raccontano di una selezione già proiettata oltre il presente.
La transizione parte dai leader
La rinuncia di Courtois pesa perché il portiere del Real Madrid continua a offrire garanzie assolute, ma ha scelto di non mettersi a disposizione per questa edizione della competizione. Van Bommel, così, è spinto a cercare riferimenti diversi anche fuori dal campo, in una squadra che per anni ha vissuto sull’impatto dei suoi giocatori più rappresentativi.
De Bruyne e Lukaku restano i due punti fermi, ma attorno a loro il lavoro è quello di allargare la base. Il Belgio, infatti, non vuole limitarsi a replicare il passato: l’obiettivo è capire chi potrà accompagnare i veterani nel percorso verso i prossimi grandi appuntamenti internazionali.
Convocazioni nuove e assenze pesanti
Nella lista iniziale non ci sono solo scelte tecniche, ma anche rinunce obbligate e segnali precisi. Van Bommel ha escluso Meunier, Witsel, Saelemaekers, Onana e Doku, con quest’ultimo fermato dai postumi di un problema al polpaccio che lo ha riportato in campo con il Manchester City solo per 15 minuti nell’ultima gara con il Sunderland. Onana, invece, resta fuori per il grave infortunio accusato negli Stati Uniti.
Tra i convocati figurano sei elementi che militano in Serie A. Oltre a De Bruyne, ci sono Theate del Bologna, De Winter del Milan, Mandela Keita del Parma, De Ketelaere dell’Atalanta e Diego Moreira del Milan. Proprio Moreira potrebbe trovare spazio in più vista l’assenza di Leandro Trossard, limitato da un problema alla caviglia.
Il 4-3-3 di van Bommel
Sul piano tattico, il Belgio riparte dal 4-3-3 e da un’idea molto chiara: pressing alto, recupero rapido del pallone e sfruttamento della qualità offensiva che la squadra possiede dalla metà campo in avanti. In mezzo, accanto a De Bruyne, Van Bommel si affida a Raskin e Tielemans, considerati altre due garanzie della nuova struttura.
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Davanti, invece, la scelta del centravanti non è ancora chiusa. Lukaku sta cercando la miglior condizione, avendo giocato appena una partita da titolare con il Fenerbahce, ma può alternarsi con De Ketelaere al centro dell’attacco.
Diego Moreira e la corsa sulle fasce
Le corsie esterne sono il settore con più alternative e con più imprevedibilità. Diego Moreira, già visto come elemento capace di cambiare l’inerzia di una gara ai Mondiali contro il Senegal, è uno dei profili da tenere d’occhio anche per il suo impatto da subentrato nelle prime fasi al Milan.
La concorrenza, però, è ampia: tra i candidati ci sono Malick Fofana del Lione, Fernandez-Pardo del Newcastle, Godts del Paris Saint-Germain, oltre a Openda e Lukebakio. Tutti giocatori rapidi e tecnici, che possono mettere in difficoltà la retroguardia azzurra.
Il reparto che lascia più dubbi
Se davanti il Belgio sembra avere abbondanza, dietro le perplessità sono maggiori. Il valore dei singoli nel reparto arretrato appare inferiore rispetto alle altre zone del campo, ed è proprio lì che la nuova squadra di van Bommel dovrà cercare il suo equilibrio.
Il nodo, quindi, non riguarda soltanto l’immediato appuntamento con l’Italia. La partita più lunga per i Diavoli Rossi è quella della rifondazione: capire chi può reggere il passaggio di consegne e trasformare un gruppo ricco di talento in una nazionale davvero nuova.
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