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Bastoni, la svolta in azzurro: il futuro passa anche dalla difesa a quattro

Dopo la notte di Zenica, il difensore dell’Inter ha risposto con una rete e una prova da guida della Nazionale, dentro e fuori dal campo.

La Nazionale ha ritrovato in Alessandro Bastoni un punto di riferimento che può accompagnarla per i prossimi quattro anni. Il difensore non si è limitato a segnare contro la Turchia: ha dato ordine alla linea arretrata e ha mostrato di poter essere decisivo anche in una difesa a quattro.

Il suo ruolo potrebbe diventare ancora più importante perché Bastoni ha scelto di esporsi personalmente. Ha difeso i compagni più giovani, ha chiesto equilibrio ai tifosi e ha indicato nei senatori i giocatori chiamati ad assumersi le maggiori responsabilità.


Bastoni si prende la responsabilità

Nel dopopartita il centrale ha parlato anche del peso lasciato dalla serata di Zenica, quando l’espulsione contro la Bosnia aveva contribuito al fallimento dell’Italia nella corsa ai Mondiali. «Ogni volta per me è inevitabile ripensare a quella notte. Sarò in debito con tutti gli italiani almeno per i prossimi 4 anni. Sappiamo di aver toccato il punto più basso, ma siamo un gruppo giovane e vogliamo ripartire. Chiedo solo un po’ d’equilibrio e pazienza».

Quelle parole hanno accompagnato una prestazione che vale più del risultato personale. Bastoni ha scelto di caricarsi addosso una parte della delusione collettiva e, allo stesso tempo, ha provato a proteggere un gruppo che ha bisogno di fiducia per crescere.


Una garanzia anche a quattro

Mancini lo ha schierato sul centro-sinistra della retroguardia, accanto a un giocatore più strutturato fisicamente e con un terzino puro sull’altro lato. Dopo aver scontato la squalifica che gli aveva impedito di giocare contro il Belgio, Bastoni è tornato subito al centro del progetto.

La rete arrivata al 9' del primo tempo, realizzata con una scivolata che ha mandato il pallone sotto la traversa, ha sbloccato la partita. Il dato più significativo, però, è stato il rendimento difensivo: le sue letture hanno dato sicurezza al reparto e hanno permesso a Scalvini di muoversi con maggiore efficacia al suo fianco.

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Dalla notte di Zenica alla rinascita

Sono passati sei mesi e nove minuti da quella serata difficile. In quel periodo Bastoni era stato indicato come uno dei principali responsabili dell’eliminazione contro la Bosnia, ma la prestazione in Turchia ha rappresentato il primo segnale concreto di una ripartenza personale e della nuova Italia.

Già nella precedente sfida contro il Belgio la sua assenza, dovuta alla squalifica, aveva evidenziato le difficoltà degli Azzurri nella fase di non possesso. Il suo rientro ha restituito al reparto una guida tecnica e caratteriale che mancava da tempo.


Le scelte per il futuro

Per Bastoni, dunque, il futuro non deve essere legato soltanto al sistema con tre difensori. Quando è in buone condizioni fisiche e psicologiche, il giocatore ha dimostrato di sapersi adattare anche a una linea composta da quattro elementi.

Mancini dovrà valutare diverse soluzioni: affiancargli un marcatore più aggressivo rispetto a Scalvini, sistemare Calafiori stabilmente a sinistra oppure avanzare Dimarco tra centrocampo e attacco. Qualunque sarà la scelta, Bastoni sembra destinato a restare una certezza della Nazionale, sia per il rendimento in campo sia per la personalità con cui affronta le difficoltà.

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