Baldini accusa i club: i talenti ci sono, ma restano in panchina
Il tecnico dell’Under 21 indica nei dirigenti e nell’utilizzo dei giovani i nodi del calcio italiano, esaltando il talento oltre la prestanza fisica.
La procura federale aveva chiesto a Silvio Baldini di chiarire chi fossero i «lestofanti» citati dopo una partita della Nazionale maggiore. Il commissario tecnico ha risposto richiamando la situazione economica dei club e invitando a leggere con attenzione i loro bilanci.
Baldini guarda dentro i bilanci
Secondo Baldini, il modo per individuare le responsabilità non passa dai nomi, ma dall’analisi dei conti. A suo avviso, se nel 70% delle società le uscite superano le entrate, occorre esaminare le principali voci di spesa: è lì, sostiene, che andrebbero cercati i comportamenti poco trasparenti.
Il tecnico ha ricordato anche la figura di Marchetti, dirigente del Piacenza considerato a suo tempo un esempio di competenza e correttezza. Ha lasciato presto il calcio, mentre Baldini, dopo una pausa di 6 anni, è tornato perché considera questo sport una passione impossibile da abbandonare del tutto. Nel progetto dedicato ai giovani, inoltre, vede un ruolo importante per Gianfranco Zola, a sua volta emerso grazie alle qualità tecniche più che alla forza fisica.
Il talento pesa più dei centimetri
Tra i calciatori indicati come pronti per il salto di livello c’è Liberali, ma Baldini non lo considera un’eccezione isolata. Pisilli, Koleosho e Ahanor sono altri nomi citati dal tecnico, che stima in 11 o 12 i ragazzi già in grado di sostenere il passaggio alla Nazionale maggiore.
La selezione, secondo Baldini, non dovrebbe fermarsi all’altezza o alla struttura corporea. Ha richiamato gli esempi di Messi, Maradona e Pelé, ricordando che il talento può compensare l’assenza di un fisico imponente. La qualità decisiva, nella sua lettura, è saper interpretare il momento e scegliere la giocata capace di mettere in difficoltà l’avversario.
I giovani devono avere spazio
Per Baldini, il problema principale del calcio italiano non è la mancanza di ragazzi validi né l’incapacità di formarli. La difficoltà starebbe piuttosto nella gestione dei club: a suo giudizio, non sempre ci sono dirigenti capaci di valorizzare correttamente il patrimonio tecnico disponibile.
L’investimento richiesto alle società non riguarda soltanto il denaro. I giovani, ha spiegato, devono essere impiegati con continuità nelle squadre italiane, senza essere semplicemente ceduti in prestito o indirizzati verso altri campionati. L’esordio di alcuni di loro nella Nazionale maggiore ha già prodotto, a suo parere, un cambiamento evidente nell’atmosfera e nello spirito del gruppo.
Prima vengono emozioni e mentalità
Ai suoi giocatori Baldini chiede di considerare il calcio come una forma d’arte. Devono comportarsi da artisti, poeti o scrittori, con l’obiettivo di coinvolgere il pubblico: la partecipazione degli spettatori, nella sua visione, alimenta anche la soddisfazione personale di chi scende in campo.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Per questo il tecnico invita i ragazzi a non mettere il guadagno al centro della professione. L’impegno quotidiano, sostiene, dovrebbe riflettere la stessa intensità che si avrebbe nelle attività condivise con i figli e con la famiglia; da quel modo di lavorare potrebbero arrivare anche contratti e opportunità più importanti.
Ranieri fa da ponte
Il rapporto con Roberto Mancini viene descritto come una collaborazione sul piano professionale. La Nazionale maggiore ha lasciato all’Under 21 molti dei suoi elementi più importanti per affrontare l’Europeo, mentre Claudio Ranieri ha assunto il compito di raccordare i due gruppi.
Baldini ha sottolineato l’esperienza di Ranieri e il contributo offerto durante il periodo di lavoro a Pescara e nel ritiro precedente alla gara. Le sue parole, ha riferito, hanno dato tranquillità alla squadra e facilitato il passaggio dei giocatori verso la selezione maggiore, in sintonia con Mancini.
Non esiste un modulo universale
L’idea di replicare nella selezione giovanile lo stesso sistema di gioco della prima squadra non convince Baldini. La priorità, secondo il tecnico, è costruire calciatori completi e capaci; una volta arrivati tra i grandi, saranno l’allenatore e gli stessi giocatori a individuare l’assetto più adatto.
Anche il confronto tra calcio offensivo e difesa arretrata, nella sua analisi, non può essere risolto con una regola fissa. La strategia cambia in base alla forza dell’avversario, ma quando l’Italia entra in possesso del pallone deve cercare subito di attaccare e di costruire occasioni, senza limitarsi a perdere tempo.
L’Under 21 ha intanto centrato la qualificazione alla fase finale dei prossimi Europei, un passaggio che può garantire anche l’accesso alle Olimpiadi. Baldini considera questo risultato una base concreta per rilanciare il calcio italiano attraverso una generazione di giocatori giovani e già vicini al salto definitivo.
Continua a leggere
Messi saluta l’Argentina: l’ultima notte e la frase che spiega tutto
Dopo il successo sul Benin, il capitano argentino ha confermato la scelta di lasciare la Nazionale con una lettera piena di gratitudine e nostalgia.
Roglic, oro europeo a cronometro: la sfida corsa senza radio
Lo sloveno trionfa davanti al pubblico di casa a Sencur, precedendo di 7 secondi Bruno Armirail al termine di una prova condizionata dal guasto alla comunicazione
Italia, il 15° posto vale oro: sorteggio europeo in discesa
Gli azzurri guadagnano una posizione privilegiata per le qualificazioni a Euro 2028, anche se la classifica mondiale resta invariata.
Verstappen-Ferrari, il nodo è il quinto posto: la risposta del campione
Il pilota della Red Bull guarda ancora alla vittoria e valuta con cautela ciò che accadrà dopo il rinnovo fino al 2030.