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Sport 2 min di lettura2 giorni fa

Atta, la sfida viola: il gol manca e il nuovo ruolo può sbloccarlo

Il centrocampista francese racconta la scelta della Fiorentina, le difficoltà dell’avvio e il desiderio di diventare più decisivo con Vanoli.

Il primo obiettivo di Arthur Atta è tornare protagonista dopo un avvio condizionato dai risultati negativi della Fiorentina e da qualche problema muscolare. Il centrocampista francese, intervistato dal Corriere Fiorentino, non nasconde il rammarico per le occasioni sprecate e indica nella pausa un passaggio utile per ritrovare la condizione migliore.


Il gol resta il suo cruccio

Atta considera insufficiente il proprio rendimento sotto porta: le opportunità non sono mancate, ma tra errori e sfortuna non è ancora arrivata la rete. “Mi manca il goal, tantissimo”, ha ammesso, spiegando di dover aumentare il proprio peso nelle partite e di voler mettersi nelle condizioni giuste per incidere.

Il francese ha inoltre raccontato di aver dovuto gestire alcuni fastidi muscolari, ormai superati. A suo giudizio, la sosta può aiutarlo a completare la preparazione e a presentarsi al meglio alla ripresa del campionato.

L’inizio della squadra, secondo Atta, non si spiega soltanto con una carenza di personalità. La Fiorentina avrebbe costruito un buon lavoro durante la preparazione estiva, ma all’Olimpico e poi in casa contro il Frosinone gli episodi hanno indirizzato le gare nel modo peggiore. Il centrocampista non considera negativo il percorso svolto con Grosso e guarda alla nuova gestione di Vanoli come a un’occasione per ripartire.


Più soluzioni in mezzo al campo

Nato come centrocampista centrale, Atta si sente ormai a suo agio da mezzala. La posizione gli consente di partire da più lontano, trovare spazio e partecipare maggiormente alla fase offensiva; a Udine, ha ricordato, Runjaic lo ha aiutato a fidarsi delle proprie qualità e a cercare un ruolo più determinante.

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Anche il collocamento alle spalle della punta rientra tra le possibilità. In quella zona dovrà assimilare movimenti diversi, ma è pronto a mettersi a disposizione e considera il cambiamento un ulteriore strumento di crescita.

Il giocatore ritiene possibile la convivenza con Oulai e Fagioli. La condizione essenziale, ha sottolineato, è mantenere un legame costante tra i reparti e ragionare come un collettivo, senza che le caratteristiche individuali prendano il sopravvento sul gioco della squadra.


Un progetto scelto con calma

La decisione di trasferirsi a Firenze è maturata con più tempo rispetto al passaggio all’Udinese, definito nell’ultimo giorno di mercato. A convincerlo è stato il progetto illustrato da Paratici: Atta ha visto nella Fiorentina una società ambiziosa, intenzionata a tornare ai vertici e a costruire un percorso che non si limiti alla stagione in corso.

Il suo arrivo fu organizzato rapidamente, con un’auto mandata a prenderlo la mattina successiva all’accordo. Stavolta, però, il centrocampista aveva potuto riflettere con maggiore calma: la prospettiva di crescita del club e la possibilità di inserirsi in una squadra considerata già forte hanno orientato la sua scelta.

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